L’analisi del sonno Withings mette a nudo i rischi di un Italia in apnea
In Italia i disturbi nel sonno incidono maggiormente sulla salute. La ricerca Withings sull’analisi del sonno e i rischi per l’apnea notturna
L’analisi del sonno è probabilmente tra le funzioni meno sfruttate degli smartwath. Tra la scarsa praticità di indossare il wearable anche di notte, soprattutto per quelli più grandi, esigenze di carica, o semplicemente abitudini difficili da cambiare, di fatto si finisce per rinunciare a un potenziale beneficio sul benessere.
Una conferma arriva da una ricerca Withings, autrice di uno studio proprio sui disturbi nel sonno, ricavato sulla base dei dati raccolti da chi invece non si tira indietro. Un italiano su quattro infatti, soffre di apnee notturne lievi, una condizione che disturba la respirazione durante il sonno, i cui sintomi nel 2025 si sono manifestati per oltre un quarto dell’anno 26%.

Apnea notturna, rischio sottovalutato
L’apnea notturna viene solitamente classificata in base alla gravità: lieve, moderata o grave, in base al numero medio di interruzioni respiratorie all’ora. Withings ha analizzato la prevalenza di sintomi di apnea notturna lieve riscontrati negli utenti in Italia su un periodo di 696.066 notti, rivelando come questo killer silenzioso sia molto più comune di quanto si possa immaginare.
Uno stile di vita scorretto, lo stress e le lunghe ore di lavoro in Italia potrebbero essere fattori che contribuiscono ai disturbi del sonno. Rispetto al resto d’Europa, gli italiani si sono classificati molto più in alto di Germania e Francia nel confronto del numero di episodi di apnee notturne lievi per persona nel 2025: 18% di utenti con sintomi in Francia e 17% di utenti in Germania, contro il 25% degli italiani.
La qualità del sonno sta gradualmente peggiorando a livello nazionale, con il punteggio medio del sonno degli italiani valutato a 69 nel 2025, in calo rispetto al punteggio di 71 nel 2024. Il punteggio, calcolato dall’algoritmo di Withings, si basa su un’analisi combinata della frequenza cardiaca notturna, della durata totale del sonno, delle fasi del sonno profondo, leggero e REM, delle interruzioni notturne, delle difficoltà respiratorie, del tempo per addormentarsi e del tempo necessario per svegliarsi. Inoltre gli italiani dormono meno di anno in anno, con una media di 7 ore e 5 minuti nel 2024 contro solo 6 ore e 58 minuti nel 2025.

Tanti fattori impediscono notti tranquille
Oltre alla durata del sonno, i dati del 2025 rivelano marcate variazioni stagionali con il minor numero di ore di sonno registrato il 7 maggio 2025 e l’11 luglio 2024. Inoltre, la durata del riposo maggiore è stata in media il 5 gennaio 2025 e il 27 ottobre 2024, indice di come le stagioni svolgano un ruolo importante nella quantità di sonno degli italiani in diversi momenti dell’anno.
L’età influenza notevolmente la prevalenza delle apnee notturne, con un’età media di 58 anni per gli italiani che soffrono di apnee notturne lievi, un valore vicino alla media globale di 56 anni. L’età media di tutti gli utenti campionati in Italia è di 53 anni, il che suggerisce che i disturbi del sonno sono più diffusi dopo i 50 anni.
Inoltre, gli uomini in Italia hanno maggiori probabilità di soffrire di apnee notturne: ne è affetto il 28% rispetto ad appena il 16% delle donne. Le cause esatte di questo fenomeno sono sconosciute, ma possono essere spiegate da differenze nel peso corporeo, nell’anatomia delle vie aeree superiori, nel controllo della respirazione, negli ormoni e nell’invecchiamento, che potrebbero incidere.

In gioco c’è la salute
La scarsa qualità del sonno non è più solo un problema legato allo stile di vita, è un’emergenza sanitaria globale. Secondo uno studio pubblicato su ScienceDirect, un miliardo di persone a livello globale soffrono di apnee notturne. Una delle patologie più pericolose e meno diagnosticate, con un rischio significativamente maggiore di problemi cardiovascolari.
Un fenomeno da non sottovalutare, come emerge da una nuova ricerca scientifica indipendente della Flinders University, condotta per quattro anni con trentamila partecipanti in Venti Paesi utilizzando Sleep Analyzer di Withings, un tappetino smart contactless posizionato sotto il materasso, in aggiunta allo smartwatch. Ciò che conta non è solo la gravità delle apnee notturne, ma anche quanto variano le pause respiratorie da una notte all’altra.
Le persone con apnee notturne lievi che presentano un’elevata variabilità notturna mostrano segni di rigidità arteriosa paragonabili a quelli osservati nelle persone con apnee notturne gravi, indicando che potrebbero essere a rischio di invecchiamento cardiovascolare accelerato.
Pubblicato il 18/3/2026