Per la Marina francese il pericolo arriva da Strava e una corsa sulla portaerei

La semplice corsa di un ufficiale sul ponte della portaerei francese Charles de Gaulle mette a nudo i rischi di un uso disinvolto di Strava
È difficile anche solo immaginare come una semplice corsa possa rivelare segreti militari sensibili, per di più in una situazione internazionale molto delicata. Eppure, è esattamente quanto successo alcuni giorni fa a un ufficiale della marina francese a bordodella portaerei Charles de Gaulle.
Il soldato non stava facendo altro se non tenersi in esercizio con una corsa lungo il perimetro della grossa nave da guerra. Come probabilmente abituato, dopo aver avviato Strava, e una volta concluso il tutto, caricando, presumibilmente con la modalità automatica, la registrazione sul proprio profilo pubblico.
Risultato, chiunque tra i suoi contatti, ma anche tra chi ne cercasse il nome, ha potuto capire dove si trovasse la portaerei in quel momento e seguirne anche il percorso durante la durata della corsa.

Tradito dal bisogno di svago
Sicuramente una leggerezza in buona fede, frutto del desiderio di trovare un momento di relax in una situazione di stress, così come tenere comunque traccia delle proprie attività fisiche. In sostanza, esattamente quanto fa buona parte degli utenti di Strava, se non tutti.
Il problema trascurato però, è il contesto e le potenziali conseguenze. Probabilmente pochi, se non nessuno, si sono mai posti un problema del genere. Eppure, in circostanze simili, si registra una traccia ricca di dati personali. Oltre al GPS, si parla anche del momento esatto in una posizione, della distanza da casa e delle abitudini. Il legittimo desiderio di condividere, a volta porta a conseguenze impreviste, mettendo a rischio la propria sicurezza e quella altrui.
Anche se si tratta sicuramente di un caso limite, posizione, spostamento e regolarità nella traccia, oltre al profilo utente, lasciano pochi dubbi su dove fosse registrata l’attività, la questione è aperta.

Dove Strava non può arrivare, serve il buon senso
Nella circostanza, nulla si può imputare a Strava. L’app degli sportivi ha fatto esattamente quanto dichiarato, promesso e in genere richiesto dagli utenti. Le modalità di privacy sono indicate chiaramente e a discrezione del singolo.
Difficile pensare quindi a interventi immediati sull’app, se non con un invito a controllare ed eventualmente modificare le impostazioni sulla visibilità delle registrazioni personali. Semmai, l’unico consiglio, potrebbe essere la possibilità di modificare tutte le attività caricate da pubbliche a private in un certo intervallo di tempo.
Anche perché, imprevisti del genere non sono poi così rari. Una situazione simile nel 2018, aveva già rivelato posizione e organizzazione diuna base militare USA in Afghanistan,ufficialmente non visibile al pubblico.
Pubblicato il 25/3/2026

