La fame di dati Google può attendere, Fitbit resiste
Rinviata la scadenza per il passaggio a Google degli utenti Fitbit. Tra nostalgia per gli storici smartwatch e timori per il destino dei dati
Quanto sia diventata scomoda l’eredità Fitbit per Google non è ormai più un mistero da tempo. I timori iniziali dell’acquisizione avvenuta ormai cinque anni fa, sembrano infatti concretizzarsi sempre più. Come dimostra però il rinvio del termine per abbandonare il vecchio account in favore di quello su Google, negli utenti storici tutto questo non è molto apprezzato
In gioco, l’enorme patrimonio di dai personali di qualità accumulato dagli utenti Fitbit, troppo importante per essere trascurato, e non a caso finito appunto nelle mani di chi sui dati ha costruito il proprio impero.

Il vero obiettivo erano e restano i dati
Da questo punto di vista, la tecnologia degli smartwatch appariva più di un pretesto. Una sorta di copertura, acquisire funzionalità da sviluppare puntando su risorse immensamente più grandi, per nascondere quell’obiettivo principale. Dagli osservatori più attenti, inquadrato subito come uno dei rischi maggiori dell’acquisizione.
Naturalmente, Google ha dirottato l’attenzione sul futuro della linea smartwatch, a partire dai modelli di punta Sense e Versa. Non è passato molto tempo però, prima di assistere al contrario. Cannibalizzato quanto serviva per arricchire i propri Pixel Watch e al tempo stesso trasferire l’interfaccia Wear OS sui prodotti Fitbit, il resto è stato messo da parte.
Negli ultimi anni infatti, l’offerta Fitbit è praticamente sparita, limitata solo allo smartband Charge 6 nel 2023 e al modello per bambini Ace LTE l’anno successivo. Da lì in poi, il marchio storico è finito sempre più in disparte.
In favore di un’attenzione praticamente totale verso Google Pixel Watch. Almeno all’apparenza. Prodotto non più fortunato della maggior parte degli altri hardware proposti da Google, e non solo per il Glass, alimenta il sospetto sia solo uno strumento in più per aumentare la raccolta di informazioni.

Fitbit dura a morire
In questo contesto si era inserita la decisione di fissare un termine, appunto in questi giorni, per trasferire definitivamente l’account dedicato Fitbit sotto quello più generico Google. Un’occasione utile per rivedere i permessi sul trattamento dei dati, puntando ad allargarli grazie a tutto l’insieme di servizi proposto e quasi sicuramente già sfruttati dagli utenti.
Probabilmente, le cose non sono andate secondo previsioni, e solo una parte ha accettato la transizione. Di fronte alla prospettiva di perdere una buona fetta del patrimonio sulla quale aveva puntato l’acquisizione, la decisione è stata quella di rimandare il tutto.
Ora, gli utenti Fitbit avranno tempo fino al 19 maggio 2026 per completare la transizione. Oppure, per accettare l’idea di vedere ormai definitivamente chiusa l’era Fitbit, sacrificando una delle tecnologie wearable più avanzate, sull’altare della fame di dati Google. Visti i precedenti però, non è ancora detto che la storia sia finita.
Pubblicato il 3/2/2026