Settemila passi sono tutta salute, ma diecimila di più
Uno studio abbassa a settemila passi il minimo per confermare benefici visibili sulla salute, ma non rinnega i diecimila
Sul principio dei diecimila passi al giorni, prima gli smartwatch e quindi i wearable in generale, hanno costruito buona parte della propria fortuna. A partire da Fitbit, pronta a trovare lo spunto ideale nel benessere per vedere crescere rapidamente i propri consensi, prima di finire risucchiata dall’orbita Google.
Un principio più volte messo in discussione perfezionato, dal quale sono scaturite nuove teorie, sfociate in indicatori più completi e personalizzati come i Minuti attivi o l’indice PAI.
Ora, dopo uno studio curato da Ding Ding, dell’Università di Sydney e pubblicato da The Lancet, l’argomento torna ancora sotto osservazione. Nonostante diverse interpretazioni fin troppo mediatiche, senza sostanziali novità, ma comunque con una sempre utile nuova visione aggiornata.

La salute è anche flessibilità
Si parla infatti apertamente di come siano sufficiente solo settemila passi per raggiungere i benefici promessi in termini di salute rispetto ai diecimila originari. In realtà, il discorso dovrebbe essere più incentrato sul numero minimo utile a ricavarne i primi benefici, senza tuttavia essere legato a certezze.
Addirittura, analizzando in dettaglio il lavoro The Lancet, in alcuni casi i primi benefici arrivano addirittura già a metà strada, vale a dire cinquemila passi. Bisogna però fare alcune precisazioni.
Dove si parla di malattie cardiovascolari, demenza e rischio cadute, in effetti settemila passi al giorno, tutti i giorni, diminuiscono il rischio. In particolare, al crescere della regolarità, la curva legata all’età e la decorso ha maggiore probabilità di invertire la tendenza.
Più precisamente la mortalità per tutte queste cause si riduce del 47%. Del 25% per le malattie cardiovascolari, del 6% il rischio di cancro, del 14% il diabete di tipo 2, del 38% il rischio di demenza, del 22% i casi di depressione e del 28% le cadute.

Almeno cinquemila, settemila bene, diecimila ancora meglio
Il punto importante è una stima più approfondita anche sul livello di esercizio. A quattromila passi, in effetti la salute complessiva tende a migliorare. Andare oltre i settemila passi indicati però, non fa certo male. Anzi, la situazione aumenta ancora, anche se i valori tendono a stabilizzarsi.
Il discorso è semmai più emotivo. Nella giornata di una persona media, senza una pratica sportiva, diecimila passi possono risultare effettivamente un impegno non sempre facile da raggiungere. Considerando come ne bastino tremila di meno per ottenere comunque dei risultati concreti, un obiettivo più raggiungibile è anche un importante aiuto al morale e quindi alla costanza.
Pubblicato il 21/8/2025