Giorni difficili per Fitbit, e Google si avvicina






Le recenti difficoltà portano allo scoperto i problemi di una startup in lotta con i grandi nomi e alimentano le voci di una prossima acquisizione

L’avventura Fitbit rischia di essere vicino a un punto di svolta importante. Con buona probabilità, ben diverso da quello auspicato dai suoi fondatori e dagli attuali dirigenti. Si parla infatti con una certa insistenza di una trattativa con Google per un’acquisizione.

La fonte della notizia è l’autorevole agenzia Reuters. Combinando una serie di fonti, rimaste rigorosamente anonime, per il più arrembante tra i produttori di wearable è emerso un quadro per nulla rassicurante.

Strada in salita nella sfida smartwatch

Fermo restando la solidità della posizione Fitbit nel settore dei tracker, quando si passa ad analizzare le fortune degli smartwatch la situazione cambia drasticamente. Come viene sottolineato dagli analisti, la causa principale è la battuta di arresto registrata sul mercato nella prima parte dell’anno.

Facile individuare anche il colpevole in Versa Lite Edition. La versione ridotta dello smartwatch Fitibt più apprezzato non ha infatti raccolto i consensi sperati. Pur alleggerito nelle linee, secondo il mercato la rinuncia a Wi-Fi e spazio di memoria interno per la musica non sono stati compensati in misura sufficiente con la riduzione di prezzo intorno ai 40 euro.

Da qui, l’azienda ha iniziato a porsi delle domande. Da una parte, esperienza consolidata e posizione sempre buona nel mondo tracker. Dall’altra, una sfida sempre più in salita quando si passa a guardare agli smartwatch.

Troppo piccoli tra i grandi

Stretta nella morsa di Apple e Samsung rimaste lontane per quote di mercato da una parte e l’avanzata minacciosa di Xiaomi e Huawei dall’altra, la prospettiva di reggere il mercato da sola appare sempre più un rischio.

Da qui alla ricerca di un partner il passo è quindi breve. Stando alle indiscrezioni, le possibilità non mancano e una di queste appare decisamente allettante. Google infatti, segna tuttora il passo nel mondo wearable.

Ridimensionate le ambizioni per Glasses, Google è al momento ai margini del mondo wearable. L’acquisizione di Fitbit, senza particolari difficoltà dal punto di vista economico, permetterebbe un rilancio immediato.

In favore di una potenziale vendita, prima di tutto la dimensione naturale di Fitbit. Per quanto importante e cresciuta, sostanzialmente resta sempre una startup e come tale destinata prima o poi ad affrontare il bivio cruciale tra vendita e salto di scala a livello societario. Al momento, la seconda opzione è la meno quotata.

Inoltre, Fitbit sta faticando più del previsto a raccogliere i frutti del duro lavoro svolto sul fronte delle certificazioni mediche. Dove Apple ha già da tempo ormai assestato il primo colpo con l’ECG, nei vari Versa, Ionic, Charge e gli altri tracker le funzioni restano inattive.

Anche un recente accordo con le autorità di Singapore, dove si parla comunque di un milione di potenziali utenti interessati, sembra non dare più fiducia di tanto a mercati e analisti.

Al momento, tutti i diretti interessanti non vanno oltre dichiarazioni di circostanza, ulteriore conferma di contatti in corso. Per Fitbit, saranno decisivi i prossimi mesi.

Nel caso il neo arrivato Versa 2 riuscisse a sfruttare le imminenti festività di fine anno per invertire la tendenza, almeno l’azienda potrebbe guadagnare un po’ di tempo perr studiare meglio la situazione.

Nel frattempo però, la riduzione del listino di Watch 3 è certamente un duro colpo per le ambizioni Fitbit, così come la possibilità per Apple, Samsung e Huawei di lavorare sull’abbinamento smartphone-smartwatch.

L’impressione finale è comunque di un numero veramente limitato di addetti ai lavori pronti a scommettere su una Fitbit ancora indipendente alla fine del prossimo anno.

Pubblicato il: 4 Ottobre 2019

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