L’avventura dei wearable è solo all’inizio e ricca di soprese
La varietà è il punto di forza del mondo wearable, mercato sempre più importante e dalle grandi opportunità, per produttori e utenti
L’ampiezza e la varietà del mondo wearable sono ormai tali da rendere difficile un’analisi a tutto campo. Ci prova comunque MarketsandMarkets, con una ricerca dai toni incoraggianti per chi è attivo nel settore o cerca possibilità di investimento. Dal lato utente, una garanzia di evoluzione e arrivo di novità sempre interessanti.
Si parla infatti di una crescita del 14,7% all’anno fino al 2032, quando secondo gli analisti il valore complessivo raggiungerà quota 238,71 miliardi di dollari rispetto agli attuali 104,95 miliardi di dollari.
Cifre a parte, è la varietà dei prodotti esaminati a colpire più di ogni altra cosa. Dove meno di una decina di anni fa c’erano i primi rudimentali smartwatch, oggi c’è una serie di dispositivi personali per le esigenze più svariate.

Un wearable per ogni esgienze e per tutti i gusti
Alle varie opzioni di smartwatch infatti, si sono aggiunti i tracker, con o senza display, ai quali si aggiungono ormai sempre più stabilmente smartglasses di varia fattura e finalità d’uso, sempre in attesa del salto di qualità definitivo. Se le action cam invece, si possono considerare una sorta di pioniere dei wearable, di recente si inizia a parlare di abbigliamento smart, patch intelligenti, caschi e tanto altro ancora, fino ad arrivare a ambiziosi, ma non irrealistici, esoscheletri.
Significativo al riguardo il caso degli smartring e degli smartband senza display. Arrivati sul mercato un po’ in sordina, quasi come fratelli minori dei più quotati smartwatch, hanno rapidamente conquistato una quota importante, sfruttando al meglio la via del complemento invece di rivaleggiare come alternativa.
Tutto questo dà l’idea di quanto sia alto il potenziale di un settore per buona parte ancora da valorizzare. L’arrivo dirpmente dell’IA ha impresso una nuova scossa, allargando ulteriormente il raggio d’azione. Dietro l’uso personale infatti, si nascondono molte altre applicazioni, meno popolari ma altrettanto importante, se non di più.
Basti pensare per esempio alla Sanità, ma anche il mondo della logistica, anche se al momento l’impatto più importante resta il mondo dello sport, soprattutto al servizio dei professionisti.

La marcia in più dell’IA
Una sfida in futuro sempre più legata alla capacità di sfruttare l’IA, soprattutto per il potenziale in chiave previsionale. Alla condizione di riuscire nella non facile sfida di integrare le funzioni nei wearable con processori dedicati, opzioni come analisi istantanee e più affidabili sulla salute, interfacce vocali, traduzioni, e tracciamento contestuale diventeranno presto la regola e criterio di scelta per l’utente.
Diverso il discorso per quanto riguarda invece il mondo professionale. Anche per quanto riguarda wearable come gli smartglasses si può considerare un pioniere rispetto al mercato consumer, l’utilizzo nella gestione di magazzino, o per formazione e assistenza tecnica, resta comunque limitato.
La sfida è ora rendere la tecnologia più accessibile per utenti non necessariamente interessati a dettagli tecnici e soprattutto accessibile per i costi e modalità d’uso più semplici. Oltre a un sempre appetibile impatto sulla produttività, per le aziende significa poter guadagnare punti sul fronte della sicurezza per i propri dipendenti.
Difficile parlare di novità infine, guardando alla distribuzione geografica nell’uso dei wearable. Per il momento, il Nord America resiste senza problemi all’avanzata asiatica. Forte di un’attenzione sempre alta verso i nuovi modelli smartwatch, auricolari, smartring, smartband. Aspetto non secondario, una buona parte di essi sotto la spinta dei servizi di assistenza medica da remoto.

Pubblicato il 28/10/2026