La sfida Coros, Dura 2 Solar per rompere gli schemi del ciclocomputer

La sfida Coros, Dura 2 Solar per rompere gli schemi del ciclocomputer

In un settore praticamente a senso unico, Coros ci riprova con il ciclocomputer Dura 2 Solar, originale e concreto, con qualche dubbio

Più ancora degli smartwatch, nel mondo dei ciclocomputer mettere in discussione il predominio di Garmin ha i connotati di una vera e propria impresa. Tuttavia, quando si parla di sport, inseguire un risultato all’apparenza impossibile è requisito essenziale per raggiungere un traguardo, e se c’è qualcuno in grado di farlo al momento è Coros, il cui Dura 2 Solar non pecca certo di originalità e ambizioni.

A partire dalle forme, dove a prima vista è difficile decidere subito se si tratti di un azzardo o di una potenziale rivoluzione in un settore da lungo tempo legato a una sorta di tacito standard mirato più a imitare rispetto a sperimentare. In ogni caso, dopo le perplessità di Dura 1 al riguardo, non a caso praticamente dimenticato, sicuramente un passo avanti.

Linee originali, ma non fini a sè stesse

A prima vista infatti. Coros Dura 2 Solar appare quasi come un comune smartphone applicato  a una base dalle dimensioni di un ciclocomputer di alcune generazioni fa. A parte la legittima voglia di distinguersi, la scelta ha anche alcune ragioni concrete.

A partire dalla volontà di offrire un sempre utile display dalle dimensioni generose, contenendo il più possibile peso e ingombro. Il risultato  è uno schermo da 3,5” all’interno di un telaio da 117x 8 mm, con uno spessore massimo, nella parte inferiore, di 18 mm.

Me scaturiscono linee sicuramente originali ma non fini a sé stesse. Grazie inoltre all’impiego di materiali come fibra di carbonio e alluminio, il peso di 99 grammi, simbolicamente sotto l’etto, soddisfa sicuramente in più competitivi, attenti a ogni dettaglio.

Una delle ragioni del curioso profilo è però un’altra. Rispetto alla prima versione, le piccole cellule fotovoltaiche sono state spostate nella parte inferiore e sicurament eintegrate meglio, mantenendo invariato lo scopo di allungare l’autonomia. Dove le settanta ore di registrazione dichiarate non dovessero essere sufficienti, si può contare su due ore aggiuntive per ogni ora di esposizione alla luce solare.

Il valore della sfida, non solo per la durata

Una scelta probabilmente per nulla casuale. Non tanto per estendere una durata già di per sé oggettivamente invidiabile, ma per una dimostrazione di forza. La ricarica solare non è certo una novità, ma è al tempo stesso uno dei fattori distintivi di Garmin, almeno nelle intenzioni.

Perché di fatto, la decisione di integrarla nel vetro a copertura dello schermo su smartwatch e ciclocomputer, ne compromette la visibilità. Per quanto forse meno bella sul fronte estetico, la scelta Coros appare quindi più concreta.

In linea d’altra parte con la propria filosofia, di puntare decisamente al sodo quando si parla di supporto ad atleti o appassionati, in genere molto attenti ai dettagli. I quali naturalmente non mancano anche sul fronte delle funzioni.

Puntare al sodo più che alle novità, per provare a farlo meglio. Prezzo a parte

Un altro punto delicato per Garmin è la navigazione, non sempre precisa o reattiva quanto ci si potrebbe aspettare. Stando alle dichiarazioni, un altro punto sul quale Coros Dura 2 Solar intende dimostrare di poter andare oltre.

Mappe più precise, anche offline, rilevamento automatico delle salite e relative indicazioni, a partire dall’altimetria, e il catalogo completo di statistiche e analisi, in parte ereditate dai consolidati smartwatch, promettono di non far rimpiangere chi decidesse di fare il salto di marchio. Compreso un sistema per l’invio di SOS in caso di necessità.

Non manca infine la scelta tra tutti i più diffusi sistemi di interazione. Oltre al display touch infatti, la superficie delle cellule fotovoltaiche è sfruttata per ospitare due pulsanti. In pronta risposta al principale rivale, non mancano naturalmente i comandi vocali.

Le ambizioni Coros non hanno però consigliato di scender a qualche compromesso con il prezzo, principale punto debole delle alternative finora proposte a Garmin, inevitabilmente scontratasi con ambizioni superiori alle reali possibilità. Anche Dura 2 Solar infatti, parte da 499 dollari, con il rischio non trascurabile di seguire il destino del predecessore Dura 1, del quale oggi probabilmente in pochi si ricordano.

Pubblicato il 23/10/2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Verificato da MonsterInsights