Uno smartwatch non è per sempre, ma il valore Garmin dura più a lungo

Uno smartwatch non è per sempre, ma il valore Garmin dura più a lungo

Il valore di uno smartwatch cala giro di pochi mesi. Garmin è il migliore investimento, Samsung il peggiore, ma su tutti c’è Coros

Diversi anni fa, l’orologio era uno dei regali tipici in occasione di eventi particolari, come una comunione, una cresima o la fine di un percorso di studi. Un oggetto destinato a diventare un tratto importante di chi lo indossava. Come in tanti altri casi, per effetto della tecnologia oggi la situazione è completamente diversa e anche gli smartwatch sono più soggetti a innovazione e consumismo.

Ci si può chiedere a questo punto quanto possa essere la vita media di uno smartwatch e soprattutto quale il valore da usato dopo un anno. Per quanto tempo sia un grado di reggere il confronto con l’evoluzione o semplicemente se nel momento di acquistarne uno nuovo si riesca a recuperare almeno parte della spesa con la vendita dell’usato.

Più o meno la domanda che si è posta Wearable, l’autorevole testata online inglese, con una interessante ricerca, partendo da un arco di tempo ancora più ristretto, dall’analisi di oltre seimila smartwatch in vendita su eBay negli USA.

Il tempo non è uguale per tutti

La prima conclusione, piuttosto prevedibile, è come il valore di uno smartwatch dipenda molto dal modello. A un anno di distanza dal lancio infatti, il la perdita di valore varia tra il 24% e il 60%. Addirittura, per i più economici, si arriva a dimezzare il potenziale prezzo di vendita dopo soli sei mesi, mentre per i marchi e i modelli più sofisticati, si parla comunque del 37%.

Tuttavia, modelli con un prezzo di partenza in genere più alto, e spesso non di poco. Mentre nel primo caso rimandare la spesa di pochi mesi può rivelarsi presto un ottimo affare, per i vari Apple, Garmin, Suunto, Coros e altri di fascia alta, si rimane comunque su cifre impegnative.

Tra i migliori investimenti, figura Garmin, i cui orologi a un anno di distanza conservano comunque il 60% del valore originale. Poco più dei vari modelli di Apple Watch, ferma invece al 58%. All’apparenza, una differenza minima, decisamente utile però sul piano del marketing. Nonostante una quota di mercato decisamente inferiore, soprattutto alle nostre latitudini, si difende anche Google, i qui Pixel Watch mantengono il 56% del valore originale.

Peggio di tutti, tra i nomi principali, ne esce Samsung, la cui svalutazione si rivela particolarmente rapida. Bastano infatti sei mesi per vedere ridotto il possibile realizzo a non più del 42% della spesa originale.

Coros batte tutti, Garmin domina, male Samsung

Nessuno di questi però, può vantare il titolo di smartwatch più resistente alla perdita di valore. Secondo la ricerca Wearable infatti, il titolo va al Coros Pace 4. Modello fortemente orientato al running, anche se non è tra i più venduti in assoluto, è sicuramente tra i più apprezzati. Nel senso che chi lo prova rimane in genere fedele a lungo. In particolare, a un anno di distanza vale ancora il 76% dell’investimento.

Subito dietro, Garmin mostra tutti i propri muscoli, occupando le tre posizioni subito a ridosso. Partendo dal Forerunner 970 con il 74%, davanti all’accoppiata Venu 4 e Fenix 8, entrambi con il 72%.

Se però si guarda ai numeri di vendita, la situazione è completamente invertita. Mentre i modelli Coros osservati sono decisamente pochi, si parla di una decina non di più, per Garmin la scelta e la disponibilità sono di un ordine di grandezza superiore.

All’estremo opposto dei ventidue modelli di smartwatch usati in vendita, un segnale d’allarme non trascurabile per Samsung. La classifica è infatti chiusa da ben cinque modelli dell’azienda sudcoreana, i cui valori possono scendere rapidamente anche al 40%.

Infine, una considerazione interessante sulla natura degli smartwatch usati. La migliore difesa del valore si verifica sui modelli fortemente orientati allo sport. Quindi Coros e Garmin, ma anche la stessa Apple dove le versioni Watch Ultra hanno nettamente la meglio sui modelli standard.

Pubblicato il 2/10/2026

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