La marcia punta sul sensore per mettere d’accordo giudici e atleti

La marcia punta sul sensore per mettere d’accordo giudici e atleti

Il sensore RWECS, montato sulle scarpe, aiuterà i giudici della marcia durante le gare e gli atleti durante gli allenamenti

Per gli spettatori occasionali dell’atletica leggera, ma a volte non solo, capire i meccanismi della marcia, o anche semplicemente seguire una gara, non è sempre facile. Il movimento all’apparenza poco naturale, le lunghe distanze, ma soprattutto la presenza e le decisioni dei giudici pronti in ogni momento a segnare il destino di un partecipante, non sono necessariamente immediati.

Aspetto peggiore, neppure uniformi, da cui scaturiscono a volte polemiche o principalmente rimostranze su ammonizioni e squalifiche, anche a poca distanza dal traguardo. Negli ultimi anni,l’IAAF si è più volte interessata al problema, per aumentare la trasparenza e limitare i danni. Per esempio, introducendo soste forzate, come alternativa allo stop definitivo.

Il wearable al servizio della marcia

Ora, la Federazione internazionale è pronta per una svolta per certi verso storica nella marcia, l’introduzione di RWECS, un sensore indossabile sulle scarpe degli atleti, in grado di leggerne il movimento e giudicare la correttezza del gesto sportivo.

Da una parte, una soluzione scelta per uniformare il metro di giudizio, ma anche per garantire un controllo istantaneo e uguale per tutti gli atleti, non dipendente dalla presenza e dalla visuale di un giudice.

A volte in difficoltà per orari e tracciati, la marcia è alla ricerca di maggiore visibilità, e credibilità. Nel primo caso, servono strategie più lunghe e articolate, ma per quanto riguarda il lavoro della giuria la soluzione è stata individuata in Race Walking Electronic Control System. Più comunemente chiamato appunto RWECS, di fatto è una coppia di sensori da inserire sulla parte superiore di ogni scarpa e fissato attraverso le stringhe.

Sentinella in gara, compagno in allenamento

Dalle dimensioni di pochi centimetri, con un’autonomia dai circa un mese, può registrare circa 80mila passi e registrarne i relativi dati da trasmettere via Bluetooth. Al momento su dispositivi Garmin,ma l’obiettivo è metterlo al servizio dei giudici in ogni momento della gara.

In realtà, non si può parlare di vera e propria novità. RWECSè infatti stato sviluppato ormai da alcuni anni,ma fino allo scorso autunno mai messo alla prova durante una manifestazione ufficiale. Si è trattato di Madrid, all’interno di una gara su un circuito di mille metri, utile anche a verificarne l’affidabilità in presenza delle tante interferenze prodotte dagli smartphone e dagli altri smartwatch di atleti e spettatori.

I risultati sono stati positivi, ragione per cui con buona probabilità il wearable entrerà di diritto nella dotazione di serie per l’organizzazione di una gara di marcia. D’altra parte, una delle pochissimi discipline dove anche a livello professionistico la giuria non può fare affidamento su un supporto elettronico.

Più in generale, RWECS è presentato come un aiuto al marciatore. Un sistema in grado di tracciare con precisione il movimento delle gambe, e fornire quindi indicazioni utili in fase di allenamento oltre che durante una gara. Prima ancora di una giuria, al servizio degli stessi atleti e allenatori.

Pubblicato il 22/4/2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

Verificato da MonsterInsights