Al Roland-Garros i wearable non dovranno più nascondersi

Al Roland-Garros i wearable non dovranno più nascondersi

Vietati in corsa durante i recenti Open di Australia, gli smartband, a partire da Whoop, sono ufficialmente ammessi al Roland-Garros

Qualche mese fa, agli Open di Australia di tennis,aveva sollevato perplessità la decisione della giuria di vietare l’utilizzo dei wearable al polso durante gli incontri. Al di là di presunte questioni commerciali, le giustificazioni non sono mai apparse convincenti, anche perché la decisione andava a colpire un punto importante nella preparazione degli atleti. Ora però, la situazione è improvvisamente cambiate.

In occasione del Roland-Garros a Parigi, l’organizzazione, d’accordo con la Federazione Internazionale, ha fatto marcia indietro,autorizzando ufficialmente la presenza dei wearablee altri strumenti digitali per la raccolta dei dati biometrici durante gli incontri.

Una svolta all’apparenza definitiva, dato che nella circostanza si sottolinea come la decisione resterà valida anche in occasione dei prossimi due appuntamenti annuali del Grande Slam, come d’altra parte succede già nei tornei ATP e WTA.

La risposta vincente Whoop

La decisione riguarda prima di tutto Whoop,il vero e proprio oggetto del contendere. Già presente al polso di numerosi atleti di altre discipline, a Melbourne aveva attirato l’attenzione grazie tra gli altri a Jannik Sinner. Carlos Alcaraz e Aryna Sabalenka.

Ufficialmente, si tratta di un test, quindi di una decisione non ancora definitiva. All’apparenza però, pensata perché quella decisione probabilmente presa con eccessiva superficialità non appaia pubblicamente come un passo falso.  

Al di là di aspetti legati a sponsorizzazioni, Whoop, e presumibilmente in futuro anche i sempre più numerosi imitatori, sono strumenti ampiamente apprezzati dagli sportivi, non solo professionisti. La praticità di uno smartband leggero, senza display e quindi tutto orientato alla qualità dei sensori, al momento è l’aiuto migliore per la raccolta dei dati durante una prestazione fisica.

Un aiuto in più allo spettacolo

In particolare, i protagonisti apprezzano il supporto non tanto durante le competizioni, quanto le indicazioni utili a gestire la fase di recupero e tenere sotto controllo la condizione fisica in generale.

Non hanno invece mai acquistato consistenza i timori di poter trasmettere indicazioni durante un incontro, e interferire così sul corretto andamento di una partita.

Gli smartband di questa categoria rimangono invece strumenti ormai indispensabili per impegni di un certo livello. Per esempio, oltre alla frequenza cardiaca, si parla di studiarne le relative variazioni, di un’analisi del sonno più dettagliata, completa di respirazione, livello di ossigeno nel sangue e temperatura corporea. Quest’ultima, in modo certamente più affidabile di quanto riesca a fare uno smartwatch medio.

Tutte informazioni indispensabili per impostare un programma di allenamento, pianificare i tempi di recupero o anche solo diminuire il rischio di infortuni. Considerazioni importanti anche per gli organizzatori di un torneo di tennis, a partire proprio dal Roland-Garros, grazie ai wearable ora consapevoli di poter avere sulla terra rossa giocatori al meglio della condizione.

Pubblicato il 21/4/2026

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