I comandi gestuali secondo Meta nelle mani di Neural Band

Il percorso di sviluppo di Neural Band, l’idea Meta per i comandi gestuali, prosegue; sei Università coinvolte nel progetto
Le interfacce gestuali sono uno degli argomenti più seguito dai grandi nomi del settore IT, non solo specialisti del mondo wearable. La possibilità di superare qualsiasi dispositivo di interazione, tastiera e mouse compresi, in favore di un bracciale, o qualcosa del genere, in grado di interpretare i movimenti, è un obbiettivo inseguito da tanti. Tra i quali non manca Meta, pronta a scommettere sul proprio Neural Band.
Un progetto sul quale l’aziendaè al lavoro già da qualche tempo,sviluppato intorno all’elettromiografia di superficie, la capacità di intercettare e interpretare i segnali elettrici inviati dai muscoli di braccio, polso e mano per trasformarli in comandi univoci. All’occorrenza, da combinare con i più consolidati comandi vocali. Come facile prevedere, precisione e affidabilità sono elementi imprescindibili.

I comandi a portata di mano
Un argomento tuttavia non del tutto nuovo per Meta. L’interfaccia del futuro Neural Band è infatti già sperimentata siasugli smartglassesprodottiin collaborazione con Ray-Bansia sul prototipoOrion,destinato a rilanciare la sfida della realtà aumentata.
Oltre a dimostrare e ribadire tutto il propri potenziale, dal punto di vista pratico, l’obiettivo è rendere le interazioni, soprattutto con i dispositivi portatili, più naturali, e per questo il margine di errore si riduce ancora di più rispetto a una tastiere, vera o virtuale.
Una sfida di livello superiore quindi, ma come tutte le novità di questo tipo, anche molto intrigante. Se un primo tentativo diApple con Vision Pronon ha ottenuto un grande successo, e non solo per questioni di prezzo, la sfida continua.

Neural Band va all’Università
Il passo successivo per Meta è ora allargare l’impegno su Neural Band attraverso la collaborazione con il mondo della ricerca. Dopo aver lanciato la scorsa estate un bando rivolto alle università, tra le oltre settanta interessatene sono state selezionate seialle quali è stato dato u ncontributo di 150mila dollari.
A parte una in Gran Bretagna e un’altra in Canada, le restanti quattro sono negli USA. Si tratta di University of Central Florida, University of South Florida, University of California, Davis, Newcastle University, University of British Columbia, e la Northwestern University.
A loro il compito di studiare quale sia la via migliore per sviluppare l’interfaccia di Neural Band, per capire come una persona è portata a imparare più facilmente gesti univoci e soprattutto come invogliare un largo pubblico a usarli. Sulla base della propria esperienza, ogni gruppo di dedicherà quindi a un aspetto particolare.
Pubblicato il 30/3/2026

