Huawei pronta a tradurre in pratica la sfida smartglasses

Huawei pronta a tradurre in pratica la sfida smartglasses

Il nuovo passo Huawei nella sfida smartglasses è l’aggiunta delle funzioni foto e video, con la carta in più della traduzione istantanea

In un settore degli smartglasses  ancora povero di proposte realmente interessanti per una larga diffusione ma sempre più ricco di annunci buone intenzioni, anche Huawei è pronta a dire la sua, e lo fa allineandosi all’unica tendenza ormai minimamente consolidata.

Mentre la realtà aumentata resta poco più di un esercizio di stile o una funzione tanto interessante quanto poco pratica, la strada aperta da EssilorLuxottica con i Ray-Ban Meta ha riscosso quel tanto di interesse utile a stimolare anche gli altri pretendenti.

Nel caso di Huawei, si parla quindi naturalmente solo di funzioni audio e video, ma in un modo sicuramente interessante e almeno in parte non scontato.

Al momento, per quanto affidabili, soprattutto indiscrezioni. L’anticipazione arriva infatti dal social asiatico Weibo e in particolare da Digital Chat Station, più volte rivelatosi fonte attendibile in passato.

Dopo l’audio, Huawei guarda a video e foto

Una novità peraltro attesa relativamente a breve. Dei nuovi smartglasses Huawei, si parla infatti di un arrivo già nel corso del primo semestre dell’anno. Con qualche scelta discutibile, ma sicuramente con alcuni elementi interessanti.

Anche se le immagini non sono disponibili, le indicazioni sono abbastanza precise. Si parla di un’evoluzione degli attuali Eyewear 2, pensati esclusivamente per le funzioni audio. Quindi, compatti e leggeri quanto basta per apparire come dei comuni occhiali e senza particolari problemi di autonomia. Al momento, rivolti solo al mercato interno.

Ora, Huawei sembra quindi pronta al passo successivo, aggiungere la modalità foto e video senza impatti significativi su peso, dimensioni e durata della batteria integrata. Mantenendo quindi le linee di montature comuni.

La spinta decisiva affidata alla traduzione

Si parla di un’autonomia portata a undici ore, sufficienti quindi a coprire una giornata intera. Al servizio soprattutto di alcune funzioni meno scontate. Tra tutte, emerge la traduzione istantanea via audio, sfruttano il proprio algoritmo di intelligenza artificiale. Alla quale aggiungere l’opzione della trascrizione se collegati a un tablet.

A prima vista, un punto debole per la diffusione al di fuori dei confini nazionali, ancora tutta da verificare, la scelta di restare fedeli a HarmonyOS come sistema operativo. Al di là delle strategie geopolitiche, una scelta che non facilita la vita agli utenti Android.

Interrogativi destinati a essere comunque risolti nel giro di pochi mesi. Sulla, carta, le caratteristiche dei nuovi smartglasses Huawei sono sicuramente interessanti e innovative, in linea con le novità recenti dell’azienda, soprattutto in materia di smartwatch.

Vederli arrivare anche in Europa sarebbe sicuramente una sfida interessante, e una potenziale svolta per questo settore ormai cronicamente alla ricerca di un’identità.

Pubblicato il 26/1/2026

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