La salute degli smartwatch Apple, Google, Garmin e Samsung a rischio ricorso
Vendite a rischio per gli smartwatch Apple, Google, Samsung e Garmin, accusati di violare un brevetto sul riconoscimento delle cadute
Un nuovo potenziale rischio di blocco parziale si prospetta per i proprietari di praticamente tutti gli smartwatch più diffusi. L’azienda USA UnaliWear ha infatti presentato un ricorso a Apple, Google, Garmin e Samsung per la violazione di brevetti collegati alla propria tecnologia di rilevamento delle cadute.
In materia di salute e assistenza a distanza, una delle funzioni più pubblicizzate sugli smartwatch di ultima generazione, a partire da Apple Watch e presto seguita dai diretti rivali.
Dopo aver studiato la situazione, l’azienda texana, produttrice in proprio di Kanega Watch, modello espressamente rivolto a prevenire problemi legati alla salute, non ha infatti esitato a presentare un ricorso sulla titolarità della tecnologia.

Il sospetto intorno all’intelligenza artificiale
Secondo la denuncia, il modulo in grado di ridurre i falsi positivi, uno dei problemi accusati soprattutto i primi tempi da Apple Watch , è molto simile, troppo, a quella integrata anche nei Fitbit, Samsung e Garmin.
L’algoritmo in questione sfrutta l’intelligenza artificiale, il cui passaggio di machine learning contribuisce appunto a migliorare il riconoscimento delle effettive situazioni di caduta da movimenti simili ma non a rischio.
Importante precisare, al momento la disputa riguarda solo il mercato USA, ma in caso il reclamo venga approvato, le ripercussioni si allargherebbero presto su scala internazionale.

Importazioni e vendita a rischio
Curiose le prospettive nel caso in cui il ricorso venisse accettato, soprattutto alla luce delle recenti politiche USA. Per tutti i modelli di smartwatch interessati, si parla di produzioni al di fuori della Nazione, per i quali si prospetta quindi il rischio di un divieto di importazione.
Dal canto suo, UnaliWear è intenzionata a fare sul serio. Oltre al reclamo presentato a livello federale presso la ITC (International Trade Commission), sono stati avanzati diversi altri ricorsi presso tribunali locali.
La procedura è ufficialmente partita lo scorso 8 gennaio. Da quella data, entro venti giorni i diretti interessati devono fornire i chiarimenti richiesti in propria difesa. Nella seconda parte di febbraio, è quindi attesa la data ufficiale per la chiusura delle procedure investigative, dopodichè servirà almeno ancora un anno per arrivare a una prima sentenza.
Per Apple, Google, Garmin e Samsung, il tempo di studiare bene la situazione ed eventualmente porre rimedio, anche cercando un accordo con UnaliWear, non manca. Tempo e risorse preziose però rubate a una ricerca costretta per forza di cose a rallentare, con la prospettiva concreta di un potenziale impatto importante sulla propria produzione.
Facile intuire, non senza una certa soddisfazione dai rivali in costante crescita, a partire da Huawei e Xiaomi.
Pubblicato il 22/1/2026