La visione di smartglasses RayNeo Air 4 Pro è tutto un cinema

La visione di smartglasses RayNeo Air 4 Pro è tutto un cinema

Dedicati all’intrattenimento, gli smartglasses RayNeo Air 4 Pro raccolgono il meglio delle tecnologie video e audio in totale libertà

In attesa di trovare una collocazione definitiva per gli smartglasses, le aziende del settore vanno alla ricerca di nicchie di mercato limitate dove sperimentare innovazioni e testare gli ultimi modelli. In occasione del CES 2026, RayNeo punta decisa sull’intrattenimento, e sul cinema in particolare, raccogliendo nel progetto Air 4 Pro il meglio della tecnologia attuale.

Dalla qualità visiva di smartglasses per la realtà virtuale all’audio, tutto è infatti studiato per un maggiore coinvolgimento durante la visione di filmati, aumentando al tempo stesso anche la libertà sul dove fruirne.

A dispetto delle forme, RayNeo Air 4 Pro svolge in realtà più il ruolo di visore, superandone però i limiti in termini di ingombro, peso e praticità e sfruttando le vaste competenze TCL.

Audio e video a prova di cinefilia

Per raggiungere l’obiettivo, il progetto è partito dallo standard HDR10, attualmente il più diffuso per l’High Dynamic Range, vale a dire immagini vivide con un miliardo di colori  e contrasto superiore rispetto ai precedenti standard, grazie alla codifica a 10 bit, utilizzando impostazioni uguali per tutto il video.

Per ottenere questo risultato, la scelta è ricaduta su due componenti essenziali. Prima di tutto, il chip Vision 4000 in versione personalizzata, per contare su tutta la potenza necessaria a elaborare video e audio alla necessaria velocità. Affiancato da un sistema audio integrato di produzione Bang & Olufsen, garanzia di affidabilità e qualità.

Visioni praticamente uniche

In questo modo, i RayNeo Air 4 Pro potranno ambire a smartglasses in grado di raggiungere un livello di coinvolgimento dell’utente difficile da ottenere con altre soluzioni, dalla visione classica in sala di proiezione o in casa, ma anche ai meno pratici visori.

In più, con una libertà d’azione in grado di soddisfare gli appassionati di cinema più esigenti. Gli smartglasses si possono infatti collegare via USB-C a PC, smartphone e console per videogame. Con la possibilità di sfruttare contenuti in 3D o in realtà virtuale.

Anche se le forme possono non apparire tra le più moderne, bisogna tenere presente la destinazione d’uso. Non si parla di smartglasses destinati a un ancora poco probabile uso regolare, ma realizzati per uno scopo preciso, in situazioni statiche, dove più delle dimensioni conta l’ergonomia.

Il tutto, in un peso importante ma non eccessivo di 76 grammi, per avere sempre a portata di mano l’equivalente di uno schermo da 201” visto a sei metri di distanza.

Pubblicato il 19/10/2026

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