Tutta la potenza degli smartglasses nella sfida Viture The Beast
Tra i protagonisti del mondo smartglasses, Viture rilancia con The Beast, modello dalle ottime qualità video, in cerca di applicazioni
Se si guarda all’offerta, il mondo degli smartglasses non è così limitato come può sembrare. Almeno a livello globale, la varietà di modelli disponibili è indice di una grande vivacità del settore, almeno apparente. Come dimostra l’impegno Viture, da tempo sul pezzo, pronta a sfruttare la ribalta del CES 2026 per rilanciare l’offerta con The Beast.
Come indicato dal nome, smartglasses ambiziosi grazie prima di tutto alla potenza integrata nel dispositivo, ma soprattutto ai progressi in quello che fino al momento è il vero nodo da sciogliere, un proiettore per la realtà aumentata di qualità ma al tempo stesso pratico.
Uno scoglio sul quale finora si sono arenate tante ambizioni, al punto da indurre tanti produttori a preferire la strada di versioni semplificate limitate a funzioni audio e video. Forte però di uno studio IDC dove Viture è riconosciuto quale principale produttore di smartglasses XR, le ambizioni di The Beast appaiono giustificate.

Potenza tutta da vedere
Le premesse non mancano, a partire dalla collaborazione con Nvdia, per integrare anche l’Intelligenza Artificiale. In attesa di scoprire come però, torna utile anche l’alleanza con Sony per risolvere il nodo del display. La scelta è su un sistema micro-OLED equivalente a uno schermo di 174” in qualità 4K, abbinata a un sistema di tracciamento VisionPair. Secondo l’azienda, quanto serve a garantire una realtà aumentata perfettamente integrata con la scena reale, ma anche una realtà virtuale coinvolgente quanto serve.
Per la montature di The Beast, Viture si affida a materiali quali magnesio e alluminio, così da ottenere la giusta combinazione di resistenza e leggerezza. L’elettronica proprietaria, permette inoltre di ottimizzare i consumi fino ad aumentare del 35% l’autonomia rispetto ai propri modelli precedenti.

Ancora una volta, giochi a parte, più belli di utili
Più delicato però, capire come sia realmente possibile sfruttare una soluzione come dei nuovi smartglasses. Le prime indicazioni non vanno oltre un uso ormai consolidato. Quella sorta di monitor virtuale, al servizio dello spatial computing sul quale il primo a parlarne con grande enfasi, Apple, non ha ancora riscosso il successo sperato. Non a caso, The Beast può essere integrato wireless con iPhone
Per il resto, si parla ancora soprattutto di intrattenimento. Oltre a funzioni ormai scontate come gestione chiamate, notifiche e musica, l’attenzione è rivolta soprattutto alla possibilità, questa oggettivamente interessante, di visualizzare scenari rituali o in realtà aumentata in 3D, e di conseguenza ai videogiochi.
Se a livello di tecnologia con The Beast Viture fa sicuramente un interessante passo avanti, a livello pratico le perplessità restano praticamente immutate. Al momento, resta infatti difficile trovare una vera e propria applicazione in grado di allargarne il consenso.
Non a caso, anche in questa circostanza si parla soprattutto di maggiore qualità complessiva degli smartglasses, di design e di prestazioni, restando ancora una volta vaghi sul come sfruttarli in modo da giustificarne la spesa superiore ai 500 euro.
Pubblicato il 16/1/2026