Ufficialmente Pebble, due smartwatch per proseguire la storia

Ufficialmente Pebble, due smartwatch per proseguire la storia

Rilevato il marchio Pebble, gli storici smartwatch sono pronti per un nuovo capitolo partendo da semplicità, affidabilità e personalizzazione

Gli smartwatch per come li conosciamo oggi, hanno una storia ormai abbastanza lunga da non essere facile per molti ricordarsi le origini. Per buona parte, merito di Eric Migicovsky, fondatore di Pebble, per certi versi l’antenato dei più noti Fitbit, dalla quale la società era stata acquisita a seguito di problemi finanziari.

A sua volta, qualche anno fa, finita nell’attenzione di Google, acquistata e risucchiata in un contesto totalmente diverso, con l’interesse rivolto soprattutto alla raccolta dei dati, decretando così la fine prematura di modelli storici come le serie Sense e soprattutto Versa.

Eric Migicovsky non si è però dato per vinto, e dopo qualche anno di pausa, ha voluto rilanciare il proprio progetto. Uno smartwatch all’apparenza anacronistico, basilare ed essenziale, ma alla luce dei precedenti, da non sottovalutare.

Bentornato Pebble

Partito qualche mese fa, il nuovo progetto Pebble sta entrando in una fase decisiva. Due modelli Core 2 Duo e Core Time 2 possono essere già prenotati rispettivamente a 149 dollari e 225 dollari, con schermo in bianco e nero il primo, stile e-reader, e a colori il secondo, con in più anche il sensore per la frequenza cardiaca.

Completi di speaker e microfono, tengono traccia del movimento giorno e notte, ma non tracciano l’attività sportiva, considerata anche l’assenza del GPS. In cambio, promettono entrambi un’autonomia di circa un mese, e soprattutto sono altamente personalizzabili.

Nel senso, che si rivolgono in modo particolare a sviluppatori in grado di far crescere un ricco catalogo di grafiche e app in grado di valorizzarne il potenziale.

In arrivo a fine anno

Proprio in questi giorni inoltre, con qualche novità di rilievo, a partire da una simbolica. Eric Migicovsky ha rilevato il nome Pebble, e quindi i due smartwatch sono stati prontamente ribattezzati Pebble 2 Duo e Pebble Time 2. Qualcosa più di una semplice operazione nostalgia, un nuovo punto di partenza, intenzionato a rilanciare una sfida tanti interessante quanto promettente.

Il cambio di nome non ha rallentato il programma di sviluppo. I primi modelli sono già stati prodotti e consegnati agli alfa-tester, gli incaricati di effettuare le prime prove sul campo e indicare la messa  a punto dello smartwatch finale. La consegna dei modelli definitivi è prevista entro la fine dell’anno.

Qualche mese in più rispetto alle previsioni iniziali, principalmente per i test sulla resistenza all’acqua. La presenza di speaker e microfono rende il discorso più complicato e suggerisce massima prudenza prima di avviare una produzione di massa.

Nel frattempo, anche lo sviluppo di PebbleOS procede, in parallelo con la relativa app. Così come i test sulla connessione Bluetooth, arrivati alla ragguardevole distanza di oltre quaranta metri.

In sostanza, i nuovi Pebble non saranno certamente gli smartwatgh più all’avanguardia, ma si presentano con caratteristiche sicuramente interessanti per chi cerca funzioni di base e niente più. Oltre alla prospettiva di poter essere testimoni di un nuovo potenziale capitolo capace di riscrivere la storia degli smartwatch. Nel caso, sperando in un destino migliore rispetto a quello di Fitbit.

Pubblicato il 31/7/2025

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