Il bracciale smart Meta trasforma naturalmente i comandi

Il bracciale smart Meta trasforma naturalmente i comandi

La visione Meta di spatial computing usa un bracciale smart in combinazione agli smartglasses, capace di riconoscere gesti naturali

Nonostante i progressi portati da display touch, riconoscimento vocale e i primi esperimenti, al momento non particolarmente brillanti, di interfaccia gestuale, mouse e tastiere restano comunque saldamente tra gli strumenti più utilizzati.

Per Meta però, è arrivato il momento di guardare oltre. Partendo dal concetto di Spatial Computing rilanciato qualche tempo fa da Apple, l’obiettivo è sempre lavorare sui gesti, ma cercando di anticipare i tempi, senza codificare un movimento vero e proprio.

Un sistema anche più naturale, senza necessità di ricorrere a procedure predefinite. Invertendo in pratica il principio secondo il quale è l’utente a doversi adattare all’interfaccia del dispositivo e non viceversa.

Al bracciale neurale basta un gesto

La soluzione individuata dai ricercatori Meta passa per l’elettromiografia di superficie (sEMG) applicata al polso. Una sorta di bracciale smart, in grado letteralmente di leggere a fondo le nostre intenzioni davanti a un dispositivo.

Un lavoro da prendere in seria considerazione, a punto che sull’ultimo numero di Nature è stato pubblicato un articolo al riguardo. EMG può effettivamente diventare un sistema di input intuitivo, utilizzabile dalla maggior parte delle persone, comprese tante con problemi fisici, spesso in difficoltà di fronte agli strumenti tradizionali.

Eventualmente in combinazione con gli smartglasses Orion, sempre di Meta, ma senza escludere l’obiettivo finale di farne una soluzione autonoma, i ricercatori hanno sviluppato modelli avanzati di apprendimento automatico al servizio dell’intelligenza artificiale, in grado di trasformare i segnali neurali che controllano i muscoli al polso, in comandi capaci di guidare le interazioni di una persona con gli occhiali, eliminando la necessità di forme di input tradizionali e più ingombranti. L’obiettivo è digitare e inviare messaggi senza una tastiera, navigare in un menu senza un mouse.

Liberi di comandare

In pratica sEMG non è tanto un’interfaccia gestuale, quanto un sistema combinato capace di leggere le intenzioni. L’intento è permettere di eseguire una varietà di gesti, come toccare, scorrere e pizzicare, mantenendo una postura naturale.

Aggiungendo la tecnologia Meta di riconoscimento della scrittura a mano, arrivare ad annotare messaggi su una superficie rigida quale una scrivania, un tavolo o anche una gamba, senza bisogno di carta e penna.

Il bracciale smart Meta è già in grado di riconoscere buona parte dei gesti naturali. Con l’utilizzo inoltre, memorizza, o meglio impara, anche i dettagli dei movimenti naturali, migliorando così ancora di più la precisione, in una misura indicata intorno al 16%.

È sicuramente ancora presto per capire se, come equando la tencologia sEMG possa realmente rivoluzionare il modo di interagire con smartphone, notebook, TV e ogni altri dispositivo elettronico. L’impegno è però sicuramente elevato, e i primi risultati sono promettenti. Forse tastiere e mouse non hanno proprio i giorni contati, ma si può ragionevolmente ipotizzare come non rimarranno a lungo le uniche opzioni possibili.

Pubblicato il 25/7/2025

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