La realtà aumentata supera la paura di donare






La realtà aumentata Abbott utilizza gli Hololens 2 per intrattenere e incoraggiare i donatori di sangue durante i prelivi, in tutta sicurezza

Anche i più bendisposti, di fronte alla prospettiva di un ago, possono far fatica nel trovare il coraggio necessario a diventare donatori di sangue. Per Abbott, una possibile soluzione passa per la realtà aumentata.

Un’idea curiosa e originale, per le proprie caratteristiche utile inoltre ad avvicinare nuovi donatori a un argomento sempre delicato, in particolare attirando i giovani.

Il giardino dei donatori

Il sistema di realtà aumentata è stato studiato da Abbott in ogni dettaglio. Il primo obiettivo è mettere a proprio agio il donatore, aiutarlo quindi a rilassarsi con elementi visivi a tema come un giardino con piante e fiori originali con cui eventualmenteinteragire, accompagnati da una musica rilassante.

Aspetto fondamentale, sempre sotto il pieno controllo, sia del donatore sia dell’operatore. Per entrambi, la visuale rimane aperta e il contatto visivo assicurato in ogni momento. Grazie a un visore espressamente dattato, cercando una via di mezzo tra l’ambiente classico della realtà virtuale e uello degli smartglasses.

Così, mentre il donatore trova la possibilità di distrarsi e passare meglio il tempo durante il prelievo, restando consapevole di tutto quanto avvenga intorno, l’operatore sanitario è sempre in grado di controllare gli occhi del paziente, così da mantenere il contatto visivo e essere pronto intervenire in caso di necessità.

Abbott and Blood Centers of America are launching a first-of-its-kind mixed reality experience for use during blood donation.

Il prelievo non fa più paura

L’idea, presentata al recente CES 2023, è nata dalla collaborazione di Abbott con il Blood Centers of America, nell’intento di invertire la tendenza di una quantità di donatori di sangue in calo rispetto alle esigenze.

Permettere al paziente di distrarsi e interagire con situazioni rilassanti, dovrebbe spingere tanti a superare i timori iniziali. Una situazione già sperimentata con successo in alcuni centri degli USA, dove la quota di donatori al di sotto dei trent’anni è ormai scesa al 3%. Secondo l’azienda, un’opportunità pronta per essere applicata anche altrove.

Dal punto di vista della tecnologia, la scelta è caduta sulla realtà aumentata degli Hololens 2 di Microsoft, proprio per la possibilità di mantenere la visuale aperta sulla scena reale, e per la capacità di agire a mani libere, senza dover impugnare controller dedicati.

Pubblicato il 23/1/2023


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