La realtà virtuale guarda oltre il Metaverso






Per conquistare il grande pubblico, la realtà virtuale deve cambiare strada, partendo dalle esigenze degli utenti e non dai visori

Anche il 2022 si appresta a chiudersi senza novità di particolare rilievo per quanto riguarda la realtà virtuale. Nonostante il lancio in grande stile del Metaverso da parte di Meta e indirettamente di Facebook, in realtà fino a oggi l’accoglienza è stata piuttosto tiepida, per non dire fredda.

Le grandi attese, e relative promesse, al momento sono andate deluse, praticamente disperse nell’abisso tra pubblicità e realtà. Come sottolineato da Tim Cook in una recente intervista a Bright Magazine, il problema maggiore del Metaverso è la difficoltà per la maggior parte delle persone per darne una definizione precisa

Al di là della suggestione e della curiosità, manca del tutto un risvolto concreto. Ai meno giovani, la situazione ricorda molto Second Life, piattaforma virtuale per un’identità e una vita alternativa il cui declino è stato tanto rapido quanto l’ascesa di popolarità.

Il visore come lo smartphone

D’altra parte, lo stesso Tim Cook ha anche sottolineato come uno strumento per realtà virtuale e realtà aumentata entrerà presto a part parte della vita quotidiana, esattamente come oggi vale per lo smartphone.

Se da una parte, questo alimenta le voci di un arrivo non più così lontano degli smartglasses Apple, dall’altra pone un problema sulla destinazione d’uso. In pratica, con la tecnologia già ampiamente disponibile, la sfida è ora sulle applicazioni.

Anche se per Meta questo significa naturalmente il Metaverso, non è detto sia necessariamente così per tuttiì. Nonostante il visore Quest 2 risulta il più venduto nella storia del settore, la strada è ancora lunga e per buon parte da decifrare.

La sensazione degli analisti è però sia veramente vicino il momento di svolta. Finora, l’attenzione dei produttori si è rivolta soprattutto alla tecnologia di visori e smartglasses, tralasciando applicazioni e comunicazione sulle opportunità di impiego e relativi vantaggi.

Una situazione destinata a cambiare già a partire del prossimo anno, secondo gli esperti IDTechEx. Al momento, l’unica strada percorribile per gli investitori è il mondo aziendale, dove i riscontri, e relativi introiti, riescono almeno in parte a giustificare gli investimenti.

Il cambio di prospettiva

Per entrare nella vita di tutti i giorni, questo però non è sufficiente. Servono infatti dispositivi più compatti, facili da usare, con proposte in grado di catturare l’attenzione e soprattutto a costi più accessibili.

Per questo, si sta prospettando un leggero cambiamento di rotta. Mentre la tecnologia è al lavoro per arrivare a dispositivi realmente accattivanti e fruibili senza difficoltà, la prossima fase sarà probabilmente diversa da come si è prospettata finora.

Invece di dispositivi pronti a soddisfare il maggior numero possibile di utenti, soluzioni molto più mirate, a tutto vantaggio della praticità e del costo.

Un primo esempio in questa direzione arriva dagli smartglasses dedicati esclusivamente alle funzioni audio, per gestire chiamate e ascoltare musica.

Sul fronte opposto, le ambizioni generaliste dei Google Glass non hanno raccolto il successo sperato. Anche i visori dal canto loro, per quanto affascianti, da una visuale concreta oggi appaiono troppo complessi e ingombranti. In entrambi i casi, per non parlare dei costi.

Più ancora della tecnologia, la sfida per la realtà virtuale sembra pronta per entrare in una fase diversa, probabilmente anche più matura. Partire dalle esigenze e dalle richieste degli utenti per realizzare le relative soluzioni. Senza invece cercare di imporre novità per pochi concepite all’interno di laboratori lontani dalla realtà del grande pubblico.

Pubblicato il 14/11/2022


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