Pixel Watch scommette sulla formula vincente Fitbit






Forme originali all’esterno, come previsto, all’interno Google Pixel Watch integra molta Fitbit, con grande attenzione alla salute e meno all’Italia

Dopo una serie di anticipazioni, rivelazioni, smentite e conferme, è finalmente arrivato puntuale il momento di Google Pixel Watch. La nuova sfida sul fronte smartwatch conferma buona parte delle aspettative e si presenta come progetto valido per invertire le fortune dell’azienda sul fronte hardware. Al momento, non in Italia però, dove le vendite dovranno aspettare.

A differenza di quanto si potesse aspettare, in Pixel Watch c’è molta più Fitbit di quanta Google ci sia nei più recenti modelli Versa 4 e Sense 2 del marchio acquisito ormai un paio di anni fa. A prima vista, una decisione saggia, affidandosi a un pioniere del settore, senza lasciarsi prendere dalla fretta di fagocitarlo e farne propri i successi.

Questo non impedisce naturalmente di lanciare il nuovo smartwatch con un’impronta propria. Tuttavia, insolitamente discreta quando si parla di Google. Fosse anche solo perché lo smartwatch rimane comunque un accessorio dei ben più reclamizzati smartphone.

Google fuori, Fitbit dentro

Anche Google nella circostanza punta quindi sull’ecosistema. Per quanto riguarda Pixel Watch, seguendo la linea Fitbit di una versione unica, sulla quale concentrare l’attenzione. Ben distinta però, a partire dalle forme. Rotonde, con una cassa da 41 mmi di diametro e il piacevole effetto, almeno stando alle immagini, di un display senza cornice, direttamente raccordato alla base in acciaio. Completa il design un pulsante sulla destra abbastanza visibile. Nella circostanza, più in stile Apple Watch.

Fin qui, tutto sommato, in linea con le attese. La sorpresa si trova però all’interno, dove oltre alle prevedibili funzioni Google legate a e-mail, navigazione, pagamenti e notifiche, c’è decisamente più Fitbit del previsto.

In pratica, più ancora del tracciamento per le attività sportive, significa soprattutto attenzione alla salute. A partire dal sensore per la frequenza cardiaca, lo stesso del più recente Sense 2, integrato nel sistema operativo Wear OS 3.5. Come appare evidente dalle placche metalliche sul retro, c’è anche la modalità ECG, l’osservazione di potenziali aritmie cardiache e tutte le funzioni legate al sonno e allo stress.

Più ispirata a Apple Watch invece la possibilità di sfruttare Pixel Watch per chiamate di emergenza e il rilevamento di cadute. Funzione questa, promessa però per il prossimo anno.

Il prezzo della salute di Pixel Watch lo paga l’autonomia

Come facile prevedere, tutto questo si ripercuote in misura importante sull’autonomia. Al riguardo, c’è da segnalare una certa prudenza. Sfruttando al massimo tutte le funzioni per la salute, compreso il tracciamento della frequenza cardiaca una volta al secondo, Google dichiara una giornata intera. Quindi, in linea con Apple Watch, anche se in questo caso chi ha potuto eseguire i test parla in realtà di non più di diciotto ore.

Nella circostanza, comunque in linea con Sense 2, il più esoso di casa Fitbit. Gestendo meglio le varie opzioni, si può quindi ragionevolmente pensare di arrivare al meno a coprire un paio di giorni, mentre appaiono decisamente più lontani obiettivi nell’ordine, di quattro o cinque giorni.

La vera sfida al momento appare però il prezzo. Per uno smartwatch a prima vista come la versione rotonda di un Fitbit Sense 2, circa 400  euro appare una cifra impegnativa, e per certi versi rischiosa.

Pubblicato il 7/10/2022


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