Lo stalking, il lato nascosto di AirTag






Sono più frequenti del previsto i casi di stalking sfruttando facilità d’uso e praticità di AirTag, nato per ben altro

I dubbi sulla sicurezza di Airtag sono diventati ormai una certezza. Oltre alla capacità di tenere traccia e all’occorrenza ritrovare i propri oggetti personali, il piccolo dispositivo Apple si è infatti presto trasformato in rischioso strumento di stalking.

Fino a oggi, soprattutto voci o casi sporadici. A un anno di distanza dal lancio di AirTag però, un’indagine Motherboard permette di inquadrare dati alla mano una situazione per certi versi preoccupante.

Il canale della testata Vice ha infatti lavorato direttamente sui rapporti della polizia USA. Delle tante richieste di mettere a disposizione le informazioni rese anonime, otto hanno avuto esito positivo.

Su centocinquanta casi esaminati dove viene citato AirTag nel rapporto, un terzo riguarda denunce di stalking da parte di donne per segnalazioni di essere tracciate da dispositivi non di loro proprietà.

Foto: GunHo Lee

Arma in più per uomini invadenti

Nella metà dei casi si trattava di uomini con i quali avevano condiviso parte delle proprie vite. Compagni, mariti, fidanzati o anche datori di lavoro, attuali o ex, sono stati fortemente indiziati per aver inserito di proposito il segnalatore tra gli effetti personali della donna.

Il luogo preferito per l’operazione, anche tra i più difficili da scoprire, è l’autovettura. Aspetto molto preoccupante, in alcuni casi addirittura in modo esplicito, minacciando la malcapitata di comportarsi secondo richiesta, in quanto il molestatore poteva sapere tutto sui movimenti.

Non mancano naturalmente le scuse banali di chi è stato palesemente scoperto a sfruttare AirTag per fare stalking. Una delle reazioni più comuni è infatti accusare la donne di tradimento e voler semplicemente dimostrare la realtà immaginata.

Fino ai casi veramente più preoccupanti, di uomini sottoposti a provvedimenti di tutela nei confronti della donna molestata, abbiano in realtà seguito gli spostamenti, arrivando a minacce esplicite per telefono.

Nato per ben altro

Per certi versi, una situazione preoccupante. La convenienza di AirTag, la facilità d’uso e l’affidabilità, in situazioni normali dei punti di forza, lo stanno rendendo invece strumento adatto ai malintenzionati.

Lo stesso rapporto dimostra infatti come meno della metà dei rapporti di polizia riconducibili al trasmettitore Apple siano collegati al ritrovamento di oggetti al quale erano collegati.

Non si può certo indicare AirTag come strumento o causa di stalking. Certamente però, è l’analisi Motherboard, contribuiscono a renderlo più facile e accessibile. Negli USA crescono infatti anche le segnalazioni di veri e propri pedinamenti.

Per provare a tenere la situazione sotto controllo, è infine importante ricordare come in realtà siano disponibili funzioni per verificare la presenza di AirTag non autorizzati intorno a sé. Abbastanza vicini e in movimento sullo stesso percorso da rivelarsi sospetti. Nel caso, si può anche inviare una segnalazione.

Pubblicato il 14/4/2022


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