Un altro anno record per i Wearable. Non solo per Apple






Due wearable su tre venduti sono auricolari. Dato utile a consolidare il dominio Apple, anche se c’è spazio per altri a partire da Xiaomi

Lo stato di salute del mercato wearable nel suo complesso tracciato da IDC è decisamente buono. Ancora una volta infatti, le vendite appaiono in forte crescita. Nel corso dell’ultimo trimestre 2021 sono risultati infatti venduti 171 milioni di prodotti, il 10,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

Questo risultato porta il conteggio complessivo dello scorso anno a quota 533,6 milioni di unità, con un incremento ancora più rilevante del 20%.

In questo caso di parla di wearable nel senso più generale. Dove il contributo di gran lunga più importante resta quello degli hearable, vale a dire auricolari total wireless e altri dispositivi smart audio. Da soli infatti, hanno coperto i due terzi delle vendite, con una crescita del 9,6% nel trimestre di chiusura.

Interessante notare inoltre nello studio IDC il fenomeno riguardate gli smartwatch, sempre più preferiti rispetto ai semplici tracker. Aumento delle funzionalità, desiderio di passare a un prodotto di livello superiore e prezzi più accessibili per le versioni più economiche, spingono tanti acquirenti a cercare di più.

Ancora trascurabile il contributo degli altri wearable. A partire dagli smartglasses, per arrivare agli smartring, dispositivi per scarpe o altri ancora, i numeri in assoluto sono ancora minimi. Da registrare comunque, un significativo aumento delle vendite, cresciute del 94,1% sulla psinta di prodotti come Oura Ring o gli occhiali targati Facebook e Ray-Ban.

Tutto gioca in favore di Apple

Una situazione così descritta conferma prima di tutto il predominio Apple. Sulla spinta degli AirPods, le vendite hanno raggiunto 59,7 milioni di unità, con un aumento del 7,3%. Interessante però osservare come questo abbia comunque comportato un perdita nella quota di mercato, con quelle trimestrale scelta al 34,9% e quella annuale ferma al 30%.

Difficile però da interpretare come segnali di difficoltà. Soprattutto, il settore cresce, e bene. Aumenta quindi l’interesse e di conseguenza la concorrenza, soprattutto per prodotti di basso costo in grado di coprire una fascia difficilmente raggiungibile da Watch e AirPods.

Xiaomi, Samsung, Huawei: soddisfazione per tutti

Più interessante semmai considerare il consolidarsi della seconda posizione di Xiaomi. Il marchio cinese ha venduto nel 2021 50,4 milioni di wearable. Una crescita del 7,1% e una quota di mercato del 10,2%. Anche in questo caso in leggero calo, sempre per l’aumentare della concorrenza.

Per questo può considerarsi ampiamente soddisfatta anche Samsung. I 48,1 milioni di prodotti venduti rappresentano un passo avanti del 20,1% decisamente superiore rispetto ai diretti rivali. Per di più, con una quota di mercato stabile al 9%.

 Anche Huawei ha motivi di guardare al futuro con ottimismo. Se la quarta posizione difficilmente può rispecchiarne le ambizioni, c’è da prendere atto di 42,7 milioni di unità vendute, pari a un incremento del 25,5%. Inoltre, il primo in classifica ad aver migliorato la presenza salita dal 7,6% all’8%.

Chiude l’analisi dettagliata  IDC, Imagine Marketing. A buona ragione, poco conosciuto dalle nostre parti, o anche meno. Si tratta della proprietà del marchio boAt, le cui vendite vanno poco oltre il mercato asiatico, soprattutto quello indiano. Un’area capace comunque di acquistare 26,8 milioni di wearable, cinque volte di più rispetto all’anno precedente.

Tutto questo però, rappresenta poco meno della metà del mercato. Segnale interessante di un grande fermento, dal quale aspettarsi un altro anno ricco di novità, e probabilmente preludio anche di una fase di accorpamento.


Pubblicato il 10/3/2022

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