L’altra faccia di AirTag, come difendersi dal rischio stalking






L’arresto un un uomo nel Connecticut porta alla luce il rischio di sfruttare AirTag per scopi meno nobili, dai quali ci si può però difendere

Qualsiasi dispositivo utilizzato per tenere traccia della posizione di un oggetto o di una persona si presta anche a un uso meno nobile. Era solo questione di tempo assistere ai primi casi ufficiali di stalking o molestie sfruttando Apple AirTag, e regolarmente è successo.

A Waterbury, nel Connecticut, una persona è stata arrestata con l’accusa di voler installare un AirTag sull’autovettura di un vicino di casa. Colto sul fatto, il malintenzionato è stato subito rinviato a giudizio e rilascia su cauzione.

Il rischio stalking esiste

La vicenda solleva però un problema importante, capire fino a che punto uno strumento pensato per aiutare a tenere traccia dei propri oggetti possa essere usato in modo decisamente meno ortodosso, fino a diventare un pericolo per la sicurezza personale.

Per questo Apple ha seguito da vicino la vicenda. Le rassicurazioni iniziali sulla tutela della privacy non si sono però rivelate sufficienti e il produttore ha dovuto più volte tornare sull’argomento.

Difendersi è possibile

Tuttavia, è comunque possibile proteggersi in modo abbastanza semplice. L’app di iPhone al quale il sensore è collegato via Bluetooth e segnala la propria posizione attraverso la rete UWB, è già in grado di rilevare la presenza di AirTag nel proprio raggio d’azione.

Nel caso ci siano buone ragioni di pensare non sia una coincidenza, per esempio un dispositivo analogo del vicino di viaggio, si può comunque rilevarne fisicamente la presenza attivando la suoneria. Anche se non è fisicamente accoppiato al proprio smartphone.

A questo punto sarà facile verificare la legittimità. Se a suonare sarà la borsa di una persona poca distanza, l’unica conseguenza potrà essere un po’ di imbarazzo. Altrimenti, nei casi sospetti la cosa migliore è disattivare la condivisione della propria posizione ed eventualmente segnalare la situazione direttamente ad Apple, che provvederà agli accertamenti del caso.


Pubblicato il 7/2/2022

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