Nel riserbo Fitbit Versa 4 inizia a non essere più un mistero






Le prime indiscrezioni su Fitbit Versa 4 sono segnale di un arrivo ormai non più lontano. Diverse le possibili novità, Google permettendo

Nell’offerta Fitbit, la linea Versa è a tutt’oggi quella capace di raccogliere i maggiori successi. La buona combinazione di design e tecnologia ne ha favorito lo sviluppo rispetto ai più ricercati ma meno popolari Ionic prima e più di recente al progetto Sense ancora alla ricerca di un’identità.

Per questo, cresce l’attesa per un Versa 4, intorno al quale iniziano ad aumentare voci e anticipazioni. Seguendo la tabella di marcia recente, il nuovo modello sarebbe dovuto arrivare già da qualche tempo. Stando ai meglio informati invece, nella migliore delle ipotesi se ne parlerà gennaio, eventualmente al CES 2022.  

Sicuramente, l’integrazione in Google ha il suo peso, ma non appare l’unica ragione. L’attenzione Google è rivolta soprattutto all’evoluzione di Sense, candidato a diventare il primo risultato della fusione e proporre Wear OS in ottica Fitbit su un probabile Pixel Watch.

Se questo può tranquillamente rientrare tra i principali motivi di ritardo, non dovrebbe comunque essere ragione abbastanza per chiudere l’era Versa. D’altra parte, Fitbit è sempre stata fedele alla linea di un certo riserbo fino a pochi giorni dal lancio ufficiale.

Piccoli ma importanti ritocchi

Proprio questo, alcune voci iniziano a circolare, è una delle ragioni per un rinnovato interesse intorno a Versa 4. Non è però il caso di aspettarsi novità clamorose, almeno a livello estetico.

Finora infatti, la linea è stata caratterizzata da una certa continuità. Guardando all’evoluzione di Charge, ci si può però aspettare un’ulteriore arrotondamento nelle forme. Meglio ancora, riducendo lo spessore della cornice tra cassa e display.

Una soluzione in grado di aumentare la superficie dello schermo senza incidere sulle dimensioni della cassa. Più probabile invece, un aumento della risoluzione, anche come normale evoluzione degli schermo AMOLED.

Dove invece c’è più spazio di manovra, almeno guardando ai modelli più recenti presentati dai rivali, è lo spessore. Nonostante sia attenuato dalla rientranza sulla part inferiore, i margini per alleggerire le linee con uno smartwatch più sottile ci sono.

Più di una previsione, una auspicio riguarda i pulsanti. Attualmente l’unico, presunto, pulsante di Versa 3 è quello induttivo sulla sinistra. Tanto elegante quanto poco pratico, è di fatto inutilizzabile o poco più. Sembra quindi lecito aspettarsi una soluzione all’altezza del marchio, soprattutto in soccorso delle situazioni più delicate, come l’uso dei guanti o le mani bagnate.  

Versa 4 e la sfida della salute

Con gli spazi sempre più ridotti per le funzioni di analisi notifiche, la vera partita però si gioca sui sensori e proprio questa potrebbe essere la ragione di un certo attendismo. Due infatti sono gli obiettivi più importanti dell’intero settore.

Prima di tutto, inserire funzioni per rilevare parametri come la pressione del sangue, i livelli di glucosio, di idratazione o di alcol. Soprattutto, farlo con un’affidabilità in grado di ottenere la certificazione a livello medico.

Esattamente il campo su cui sta lavorando da tempo Apple, dove chi riuscirà a raggiungere l’obiettivo senza stravolgere il concetto di smartwatch poterà contare su un importante vantaggio. Non è da escludere sia proprio la messa a punto di questi aspetti  una della ragioni dell’attesa di Versa 4.

Più delicato il discorso per l’ECG. Su Sense non si è rivelata la carta vincente, almeno non secondo le attese. Potenzialmente, il suo perfezionamento resta uno dei fattori distintivi, così come il calcolo del livello di stress con il supporto di un sensore EDA dedicato.

Wear OS può attendere

A meno di un poco probabile stravolgimento legato al passaggio di sistema operativo in direzione di Wear OS, pochi ritocchi si possono attendere su questo fronte e dalle relative funzioni, soprattutto quelle legate alla pratica sportiva e alla salute in generale.

Sarebbe però auspicabile una maggior trasparenza nell’utilizzo della memoria interna per caricare musica. Versa 3 ha infatti limitato il controllo a Spotify. Popolare certo, ma non universale. Un ritorno alle buone abitudini precedenti, con la possibilità di gestire la cosa in autonomia sarebbe certamente un bel segnale.

Discorso simile infine per Premium. Tante, troppe, funzioni dell’app Fitbit sono a pagamento. Soluzione scelta da pochi, al punto da indurre a non fornire neppure i numeri e decisamente poco gradita da chi investe in uno smartwatch di un certo livello.

Rimuovere questa barriere sarebbe probabilmente una delle novità più gradite di Versa 4. Un segnale di attenzione a tanti clienti fedeli nel tempo e soprattutto conferma di quella community sulla quale l’azienda ha sempre affermato di credere.


Pubblicato il 24/11/2021

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