Nelle giornate di sole UV Index offre tutta la protezione Wear OS






La nuva funzione UV Index per gli smartwatch con installato Google Wear OS, aiuta a difendersi dai raggi solari e prevenire danni

Le strategie Google per raggiungere il controllo anche nei sistemi operativi per smartwatch non passano solo per una rinnovata strategia intorno a Pixel Watch, dato ormai per imminente. Considerati anche i rari successi nei propri prodotti, smartphone auricolari o smartglasses che siano, cercare un modo per distinguersi e attirare l’attenzione è fondamentale.

L’ultimo accorgimento introdotto in Wear OS va proprio in questa direzione, strizzando l’occhio alla prossima stagione estiva con UV Index.

Godersi il sole protetti da UV Index

Il sistema operativo ha infatti aggiunto un nuovo quadrante con una funzione in grado di stimare il livello dei raggi ultravioletti. Una sorta di valutazione sul livello delle radiazioni UV, da combinare alle previsioni del tempo in modo da programmare la propria giornata pensando anche alla salute.

Calcolato anche in base alle raccomandazioni della US Environmental Protection Agency, UV Index indica un valore compreso tra 0 e 11.  Per un dato tra 2 e 7 la raccomandazione si limita a indossare occhiali da sole e nel caso si intenda passare la giornata in spiaggia o all’aperto, utilizzare una crema solare con fattore di protezione adeguato alla propria pelle. Se l’indice invece supera la soglia di 8, è necessario adeguare il filtro solare o prendere ulteriori accorgimenti.

Sfruttando il sensore luminoso inserito sugli smartwatch, in genere presente per spegnere in automatico il display o accenderlo, la funzione UV Index è inoltre in grado di inviare promemoria per ricordare quando sia necessario applicare nuovamente una protezione o quando si sia raggiunto il limite massimo di esposizione.

 L’utilizzo dei wearable come supporto all’esposizione solare non è una novità assoluta. L’Oreal in particolare, ha già provato negli anni scorsi diverse soluzioni, dalla Patch monouso My UV Patch, al ciondolo My Skin Trace UV. Proposte però, al momento restate in disparte.

All ricerca di un posto al sole

Soluzioni non necessariamente pratiche e ideali sotto il profilo estetico. La prospettiva di vederle ora integrate direttamente in uno smartwatch senza dover pensare ad altro se non indossarlo, può aumentare le prospettive di successo. Per una maggiore attenzione alla salute certamente, ma dal punto di vista Google soprattutto alla ricerca della spinta definitiva per Wear OS su modelli di largo consumo.

Inoltre, una mossa di marketing da non sottovalutare, di fronte a un software conosciuto anche per una certa carenza negli aggiornamenti e soprattutto nel proporre appunto nuove funzioni.

Il punto debole resta l’intenzione da parte dei produttori di adottare UV Index. Anche gli smartwatch che utilizzano già Wear OS infatti richiedono un aggiornamento specifico, a cura del produttore.


Pubblicato il 19/4/2021

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