La cura giusta per Fitbit può essere la pressione del sangue






I Fitbit Labs avviano una sperimentazione per rilevare la pressione del sangue al polso superando il bracciale gonfiabile

Il terreno guadagnato da Fitbit nel sensibilizzare sull’utilità di uno smartwatch per stimolare il movimento e migliorare la salute, rischia di andare disperso per le mosse dei diretti rivali nell’integrare funzioni di livello medico.

Dopo l’EGC raggiunto a livello consumer prima di tutti da Apple e più di recente anche da Samsung, e solo in un secondo tempo con Fitbit Sense, il livello di ossigenazione del sangue inserito anche in Versa 3 ma eseguito solo in combinazione con l’analisi del sonno, ora l’obiettivo è recuperare terreno con la pressione del sangue.

Una situazione più delicata, e probabilmente anche per questo più alla portata delle competenze Fitbit. A sensori e software è infatti necessario risolvere il problema di esercitare la giusta stretta al polso. Finora tradotta in pratica con cinturini gonfiabili poco efficienti dal punto di vista estetico.

Il sistema di misurazione delle pressione nel sangue di Samsung Galaxy Watch3

Fitbit sceglia la strada del PAT

L’idea studiata dai Fitbit Labs passa invece per una strada diversa, il Pulse Arrival Time. Procedura ancora tutta da verificare sul piano scientifico, si basa sulla misura del tempo utilizzato dal sangue per arrivare dal cuore al polso.

L’azienda ha comunicato ufficialmente di aver avviato la sperimentazione prendendo spunto dai risultati di un proprio studio concluso in precedenza. L’intenzione, oltre all’auspicio, è dimostrare come questo tipo di misurazione possa rivelarsi affidabile anche su larga scala e poterlo così portare su smartwatch di serie.

In particolare, analizzando il PAT si possono analizzare in dettaglio le conseguenze di situazioni ordinarie nel corso della giornata, come mangiare, rilassarsi, o farsi una doccia. Per l’utente, significherebbe poter aumentare il numero di indicazioni sullo stato di salute complessivo.

Il sistema Omron Hertguide

La sfida dell’anno

Una lettura pratica e affidabile della pressione del sangue è al momento la sfida principale nel settore dei wearable. Dopo i primi tentativi di poco successo, Samsung per problemi di certificazione e Omron per limiti pratici, entro la fine dell’anno è lecito attendersi diverse novità in proposito.

A partire da Apple, il cui interesse in stato avanzato è confermato da recenti brevetti, così come la stessa Samsung alla ricerca di una soluzione più popolare. Ma anche il produttre si sensori tra i più usati Valencell ci sta già lavorando da tempo, così come Amazfit. Senza contare chi comunque offre una funzione a solo titolo indicativo, senza le relative certificazioni.

Un dispositivo in grado di eseguire letture della pressione del sangue in momenti qualsiasi della giornata aiuta la prevenzione, sia per la possibilità di ottenere valori in condizioni reali sia per riconoscere sintomi nel momento in cui si verificano.


Pubblicato il 12/4/21


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