La realtà aumentata, aiuto e minaccia per gli smartphone






Cresce l’interesse verso la realtà aumentata. Dopo la spinta iniziale, gli smartglasses saranno favoriti agli smartphone

Probabilmente è ancora presto per immaginarci tutti quanti muniti di smartglasses, visori o altri dispositivi utili per sfruttare le grandi potenzialità di realtà aumentata e realtà virtuale. Il momento però, non è così lontano come si potrebbe immaginare.

Nonostante qualche passo falso infatti, la tecnologia cresce, e in misura decisamente importante. Secondo BuyShares.co.uk infatti, nel giro di cinque anni, realtà aumentata e realtà virtuale sono già passate da soluzioni per pochi appassionati e strumenti di largo consumo. Al momento, si parla ancora soprattutto di videogame o applicazioni industriali, ma presto la situazione è destinata a cambiare.

Almeno, così dicono le cifre. Nel 2020 la spesa complessiva nel settore è stata di 6,3 miliardi di dollari. Un volume di affari già importante, destinato a crescere fino a 124 miliardi di dollari nel giro di un paio di anni.

La realtà aumentata pronta a diventare realtà

È soprattutto la realtà aumentata a trascinare la massa più grande di utenti. In particolare, l’arrivo sugli smartphone di app come i filtri Snapchat o Pokemon Go. Solamente gli esempi più noti di una serie di opportunità per buona parte ancora da scoprire.

Grazie alle prestazione del 5G infatti, la realtà aumentata potrà effettuare un importante salto di qualità. Scartati finalmente i progetti iniziali di sfruttarla soprattutto come strumento al servizio della pubblicità contestuale e personalizzata, ora si guarda maggiormente a settori più concreti, come supporto alla navigazione, guide turistiche interattive, giochi e altro ancora tutto da scoprire.

Entro fine anno il settore è destinato a raggiungere un valore di 30,7 miliardi di dollari. Già alla fine del 2022 però, l’obiettivo calcolato da BCG è quota 58,7 miliardi di dollari. Guardando ancora oltre, per il 2025 il traguardo è fissato a 300 miliardi di dollari.

Più smartglasses meno smartphone

Per le persone comuni, questo significa nuove opportunità. Anche se la prospettiva di accantonare o smartphone probabilmente è ancora remota, il peso di smartwatch, smartglassess, caschi intelligenti e altri dispositivi indossabili è destinato a crescere sulla spinta di nuove opportunità per comunicare, giocare o semplicemente muoversi. Praticità a accessibilità saranno le chiavi per non affidarsi più solo a un dispositivo da tenere tropo spesso in mano e con problemi di autonomia.

L’interesse non manca. Nel 2020 IDC ha già registrato una spesa globale di 6,3 miliardi di dollari in strumenti per realtà aumentata e realtà virtuale. Aspetto ancora più importante, una crescita sempre più diffusa per settore, e non più circoscritta agli ambienti ormai consolidati di formazione, assistenza e progettazione.

Il traino verso il mondo consumer al momento è ancora in mano ai videogiochi. L’anno scorso infatti, sono stati venduti oltre un milione solo di visori Oculus Quest 2, quelli prodotti da Facebook. Anche la Playstation VR si è difesa bene, con 125mila nuovi utenti solo negli ultimi tre mesi.  

Si avvicina quindi anche il momento degli smartglasses. Secondo Deloitte, sono addirittura il 90% le aziende intenzionate ad adottarli all’interno dei propri processi produttivi già entro l’anno. La previsione per il 2025 parla di oltre due milioni di unità vendute.

Subito dopo, quasi certamente sarà la volta del grande pubblico. Occhiali da vista e da sole verranno gradualmente sostituiti da smartglasses pronti a offrire nuove opportunità. Dal semplice ascolto di musica e segnalazione di notifiche, al pieno supporto durante escursioni, visite a città e luoghi storici o d’arte, oltre alle grandi potenzialità nello sport.


Pubblicato il 7/4/2021

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