Nasce dalla realtà aumentata la nuova era dello shopping






Tecnologia ormai alla portata di smartphone, la realtà aumentata è un ottimo aiuto per evitare acquisti sbagliati e soprattutto divertirsi

La realtà aumentata è una delle tecnologie più promettenti e innovative tra quelle attualmente in fase di sviluppo. Troppo spesso, ancora poco nota al grande pubblico, e confusa con la realtà virtuale. Come intende mettere alla luce Capterra, si tratta invece di due opportunità simili solo all’apparenza. Molto diverse per destinazione d’uso.

Forse anche senza saperlo in molti infatti hanno già avuto modo di cimentarsi. Proprio per questo con ottime prospettive di diventare parte integrante della nsotra vita.

Per esempio, il popolare Pokemon GO di pochi anni fa o anche solo un filtro di Instagram o Snapchat sono esempi di realtà aumentata. Qualcosa cioè in graod di aggiungere elementi digitali a una scena inquadrata dallo smartphone o altro dispositivo. La realtà virtuale è invece una simulazione totale di uno scenario, generalmente usata nei videogiochi o applicazioni per il tempo libero. In estrema sintesi, la prima porta informazione, la seconda porta intrattenimento o formazione.

La realtà aumentata in aiuto degli acquisti

Non a caso, la realtà aumentata inizia a vedersi regolarmente nella vendita al dettaglio e negli acquisti online, per fornire informazioni aggiuntive su un prodotto, per provare virtualmente un vestito o un accessorio in un contesto quotidiano oppure come strumento di marketing.

Se per le aziende le idee sono già abbastanza chiare, per gli utenti molto meno. Così, Capterra ha intervistato un migliaio di persone circa per capire quanto ci sia ancora bisogno di aiutare a scoprire la tecnologia e come dovrebbe essere sfruttata.

Più della meta, il 52% si dice interessato a sfruttarla per i propri acquisti, soprattutto dopo la comparsa del Covid-19. Il 75% lo ritiene uno strumento molto utile per gli acquisti online, al punto da ritenere di andare meno spesso nei negozi. D’altra parte, il 16% non l’ha mai utilizzata, ma solo perché non la conosce.

Addio agli acquisti sbagliati

Gli esempi di successo non mancano. Tra i più riusciti IKEA Place, applicazione per inserire un mobile nel locale cui è destinato e di muoversi liberamente intorno a  lui, seguendo la scena dal proprio smartphone, evitando così brutte sorprese una volta portato a casa il prodotto e montato.

Oppure, Mango  invita a provare i capi virtualmente davanti a uno specchio collegato, mentre Lego ha creato una sorta scatola digitale per vedere il contenuto di una confezione prendere vita.

Diversi i benefici già tangibili. Tra chi ha già avuto modo di sperimentare la realtà aumentata, il 21% afferma di restituire gli articoli ordinati meno spesso. Il 53% dichiara di non essersi ancora servito della nuova tecnologia per effettuare acquisti online ma di essere molto interessato a farlo.

Sarebbe però un errore pensarla come una soluzione in concorrenza con i commercianti, anzi. Il 55% ammette di essere molto interessato usare la realtà aumentata anche in un negozio. Soprattutto, si parla di abbigliamento (74%), accessori (63%), arredamento e decorazioni (61%), cosmetica (44%) e cibo e bevande (43%).

Rapidità, contesto e una nova modalità di acquisto più coinvolgente sono i principali motivi di attrazione verso la realtà aumentata. Senza trascurare la riduzione del rischio di contagio, ottimo incentivo per l’utilizzo della nuova tecnologia.

Anche se attualmente gli esempi più significativi sono riconducibili a grandi marchi, la tecnologia è già alla portata di tutti come strumenti e come investimento, anche del singolo negozio, e non solo online. Qualsiasi utente dotato di smartphone è infatti in grado di sfruttarla e, se ben gestita, diventa facilmente fattore distintivo per il commerciante.

Il 49% degli intervistati afferma infatti di essere interessato a usare la realtà aumentata se fosse proposta dai negozi online abitualmente visitati.


Pubblicato il 5/3/2021

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