Nel lockdown infinito, l’app per il fitness diventa il migliore allenatore






Di fronte alle chiusure di palestre e piscine, le app per il fitness diventano la strada preferita per chi vuole praticare sport

Con la prospettiva sempre più lontana di poter tornare finalmente a poter praticare il proprio sport preferito, per continuare a praticare sport, o semplicemente solo per occuparsi della propria forma fisica, in molti cercano rifugio in un app per il fitness. Al punto da registrare un aumento nella spesa del 70,2%.

Quindi, la voglia di muoversi è tale da voler andare facilmente oltre le app per il fitness di serie su smartwatch e smartphone, per andare alla ricerca di qualcosa in più offerto dai servizi in più a pagamento.

La voglia di sport passa dalle app per il fitness

Nel 2020, Sensor Tower ha così calcolato una spesa complessiva in Europa di 544,2 milioni di dollari. Per dare un’idea della differenza, basti guardare allo stesso dato del 2019, quando la spesa si era fermata a 319,8 milioni di dollari, con un progresso del 37,2% eisptto all’anno precedente.

Chi ha già una certa pratica con le app per il fitness, non sarà stupito nel trovare al primo posto Strava. Oltre a essere la soluzione più usata per diverse discipline, è tra le poche in grado di aver retto il delicato passaggio da soluzione gratuita per tutti  a una versione a pagamento se non si vuole rinunciare a quasi tutte le funzionalità di analisi e social ampiamente apprezzate.

L’Italia corre più piano

L’Italia però, non figura tra le prime tre nazioni in grado di contribuire a questa crescita nella voglia europea di sport. La classifica è infatti guidata dalla Gran Bretagna, dove si sono registrati il 29,5% degli acquisti per un valore di 160,6 milioni di dollari. Distaccata al secondo posto la Germania, con il 16,4%, mentre completa il podio la Francia con il 10,4%.

Interessante inoltre osservare come le app per il fitness siano di gran lunga le più cercate su App Store e Google Play Store. Rappresentano infatti il 30,3% della spesa complessiva, con una crescita del 27% rispetto al 2019

Inoltre, la tendenza è perfettamente in linea con l’andamento della pandemia di Covid-19. Il primo trimestre dell’anno infatti ha registrato un’impennata dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo un leggero calo nel secondo trimestre, il terzo ha segnato un’ulteriore ripresa, consolidata dal passaggio più consistente alle versioni a pagamento.


Pubblicato il 22/1/2021

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