La Salute V-Sensor cambia veste a smartphone e wearable






Con la lettura di cinque parametri vitali, il nuovo sensore V-Sensor è pronto a cambiare smartphone e wearable

Prima ancora dei grandi marchi noti, la sfida cruciale all’utilizzo di wearable e smartphone a supporto della Salute con lettura di parametri con livello di affidabilità medico, grazie a V-Sensor può risolversi in favore di Leman Micro Devices.

Anche se probabilmente l’azienda svizzera non è molto nota tra gli appassionati del settore, dopo quanto visto e affermato al CES 2021 aumentano le probabilità di vederla guidare l’intero settore .

Leman Micro Devices opera infatti da tempo nei sensori per la lettura dei parametri vitali. V-Sensor è la più recente evoluzione, pronta per essere integrata nel dispositivi portatili.

Cinque sensori in uno

Si parla prima di tutto di smartphone, per i quali sono previste novità già nel corso dell’anno. Più in generale, anche di abbinamento con altri dispositivi o wearable dedicati.

La particolarità di V-Sensor è di essere al momento l’unico integrato in grado di rilevare cinque parametri: frequenza cardiaca, pressione del sangue, livello di ossigenazione, frequenza di respirazione e temperatura.

Anche dove tutti presenti, aspetto comunque molto raro nel panorama attuale, funzioni affidate a sensori distinti, quindi con ingombri e costi maggiori.

Un chekup sempre a portata di mano

Leman Mico Devices invece, è riuscita a condensare il tutor in un sensore unico largo un centimetro e mezzo. Appoggiato dalla relativa app e-Checkup, in grado di eseguire le letture in pochi secondi. In pratica, nel giro di un minuto circa, permette di eseguire un checkup quotidiano.

V-Sensor utilizza un sensore di impronte digitali, dal quale attivare gli altri per eseguire la lettura desiderata. Come modulo indipendente, può essere integrato in diversi dispositivi. Aspetto importante, non richiede calibrazioni, agevolando quindi l’utilizzo autonomo ed esteso.

Soprattutto però, Leman Micro Devices è vicina a un passaggio cruciale. Sono infatti in corso le pratiche per ottenere le certificazioni quale strumento di livello medico anche in Europa.


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