Salute e sicurezza Labby Plus presto a portata di polso






MetaWellness lancia il progetto Labby Plus, bracciale smart certificato per rilevare anche temperatura e ossigenazione del sangue

Con una eccellente dimostrazione di versatilità e capacità di leggere il mercato, pochi mesi fa inizio pandemia MetaWellness si è distinta per l’abilità di mettere a punto Labby Light, il braccialetto smart utile per abituarsi a mantenere le giuste distanze fisiche negli ambienti condivisi.

Prontamente raccolta l’attenzione di diverse aziende, non solo in Italia, l’azienda di Bari oggi è già pronta per rilanciare con la nuova iniziativa Labby Plus.

Sulla spinta emotiva e concreta verso un’accelerazione digitale conseguenza del lockdown, MetaWellness ha lanciato una campagna crowdfunding per sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie destinate ad aiutare nei cambiamenti necessari nella vita di tutti i giorni.

Labby Plus vuole andare oltre lo smartwatch

In particolare, il primo obiettivo è Labby Plus. Evoluzione naturale del progetto precedente, punta senza soggezione a sfruttare lo spazio dove i più popolari smartwatch incontrano difficoltà.

Al momento infatti, Apple e rivali sono alle prese con le certificazioni necessarie per attivare l’ossigenazione del sangue con la necessaria affidabilità. Da un paio di anni a questa parte ormai, praticamente tutti i modelli di fascia media e alta sono già dotati del relativo sensore. Tuttora però inattivo in attesa del via libera dalle relative authority.

Temperatura e ossigenazione sempre sotto controllo

Qui, vuole entrare in gioco Labby Plus. Già in grado di rilevare non solo la scontata frequenza cardiaca ma anche soddisfare la più improvvisa esigenza di rilevare la temperatura, ora punta a battere sul tempo i grandi marchi, più in difficoltà anche nell’adattare rapidamente lo sviluppo di un progetto anche solo per aggiungere un sensore si temperatura a prototipi già in fase avanzata di sviluppo.

L’obiettivo MetaWellness è raccogliere con il crowdfunding 1,5 milioni di euro. La cifra stimata necessaria a sviluppare una tecnologia e relativo strumento, destinato prima di tutto agli sportivi e alla telemedicina, proprio perché la certificazione è un obiettivo primario.

L’iniziativa non è priva di un risvolto sociale. L’azienda si impegna infatti  a destinare il 15% di ogni quota sottoscritta  al consumo solidale acquistando beni di prima necessità da devolvere a scopi sociali.

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