Più contactless e meno contanti, l’eredità del coronavirus






Diverse le ripercussioni del coronavirus sul mondo della tecnologia. Dagli annunci rinviati ai rischi della realtà virtuale, fino alla svolta contactless

Grandi o piccole, le ripercussioni dell’emergenza sanitaria da coronavirus non faranno eccezioni. Per non correre il rischio di trovarsi spiazzati, da uno o più lati, l’impatto sulla vita quotidiana va preso in considerazione appena possibile

Tra i diversi scenari analizzati da ABI Research, alcuni riguardano da vicino il mondo wearable, con aspetti abbastanza prevedibili e altri invece decisamente meno scontati.

In generale, tutto quanto tornerà utile a gestire meglio i contatti sociali diretti  o comunque a ridurre l’esposizione a un potenziale contagio, ne ricaverà un beneficio. Diversamente, molte abitudini quotidiane hanno i giorni contati, e non sarà necessariamente un male.

Solo piccoli ritardi per il 5G

A partire dal 5G. Certamente, l’espansione subirà un rallentamento. Però, non per inconsistenti teorie di aver contribuito al contagio. Semmai, il problema è molto più pratico: il rallentamento della produzione a partire dalla Cina si ripercuote inevitabilmente sulla realizzazione della rete ma anche sui test.

D’altra parte, la crescente esigenza di connettività e il maggior numero di apparati utilizzati favoriranno un veloce recupero della situazione, probabilmente già nel corso dell’anno.

Più importanti invece, le ripercussioni sui dispositivi 5G veri e propri, a partire da smartphone e smartwatch. Fino a metà anno infatti, l’annuncio gli annunci di prodotto saranno assenti o quasi. Anche se ABI Research prevede un’accelerazione nella seconda parte del 2020, lo slittamento è destinato a prolungarsi per diversi mesi.

Per intendersi, il tradizionale evento Apple di settembre rischia di risentire della situazione. Soprattutto, alla luce delle notizie in arrivo dagli USA, dove le priorità sono decisamente tutt’altre e lo sviluppo della situazione sembra richiedere tempi ancora lunghi.

Un ruolo decisivo sarà comunque anche in questo caso legato alla Cina e all’Asia, dove vengono prodotti la maggior parte dei componenti. Ritardi sono inevitabili; la sfida sarà ora recuperare i flussi di lavoro in tempi abbastanza brevi da non compromettere l’anno.

Realtà virtuale e aumentata, vincitori e vinti

Notizie contrastanti invece per la realtà virtuale e relativi smartglasses e visori. Soprattutto i primi potranno godere di importanti benefici nel mondo della Sanità.

La possibilità di fornire assistenza da remoto ed eventualmente guidare interventi, migliorerà l’efficacia delle cure e la capacità di seguire più pazienti in diverse strutture.

Più delicata invece la situazione sul fronte consumer. Per assurdo, la salvezza potrebbe arrivare proprio da una domanda ancora limitata. Capace però di rivelarsi decisiva per i piccoli produttori del settore, dove perdere anche pochi clienti rischia di rivelarsi decisivo.

Addio alle banconote, benvenuto contactless

C’è un settore però destinato a ricavare i maggiori benefici nel post coronavirus, quello dei pagamenti elettronici. Le banconote infatti rappresentano uno dei principali veicoli per un potenziale contagio. Abbassarne il più possibile l’utilizzo, contribuisce di conseguenza e ridurre l’esposizione.

In prima analisi, la soluzione immediata passa certamente per carte di credito e bancomat. In prospettiva di lungo termine però, la soluzione ideale è un’altra.

Per evitare anche solo tastiere o POS impossibili da disinfettare dopo ogni utilizzo, il contactless è destinato a diventare la regola. Più ancora delle carte, direttamente da smartphone o meglio ancora da smartwatch.

Chi saprà quindi organizzare meglio il proprio ecosistema di pagamenti, tra dispositivi e accordi con banche, circuiti di pagamento ed esercizi commerciali, alla fine risulterà il vero vincitore della sfida al coronavirus.

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