I dati Garmin a Healthia per uno strumento in più contro il coronavirus






I dati degli smartwatch Garmin con pulsossimetro serviranno ad Healthia per un’app utile a riconoscere falsi positivi o negativi al coronavirus

Tra le armi più potenti in mano al coronavirus, la possibilità quasi nulla di metterlo a confronto con le conoscenze in mano alla scienza. Per contrastare l’epidemia servono quindi prima di tutto dati. Al riguardo, ogni informazione può tornare utile, anche quelle provenienti dagli smartwatch, come intendono dimostrare Garmin ed Healthia.

Come sanno bene gli scienziati, per uno studio scientifico efficace i dati da soli non bastano, serve anche un valore ordinato e preciso delle informazioni.

Un terreno dove l’Intelligenza Artificiale può offrire un importante contributo e dove Healthia ha già dimostrato di saperlo garantire in diverse collaborazioni istituzionali.

Trasportato nella situazione attuale, contare su una banca dati di qualità ed estesa nei numeri demografici, significa gettare le basi di una ricerca scientifica in grado di aiutare i governanti a prendere le giuste decisioni.

Foto di iXimus da Pixabay

Anche gli smartwatch in prima linea

Nasce così il progetto “innovaperlitalia” cooordinato da Healthia di Roma con il supporto di enti accademici italiani per sviluppare un nuovo modello informatico di diagnostica a distanza in grado di effettuare un primo screening nell’attività di monitoraggio di potenziali persone positive al virus Covid-19 di un’ampia fetta di popolazione.

In altre parole, grazie alle proprie competenze nella raccolta e nella gestione di dati relativi alla salute e al benessere dei cittadini, Healthia è pronta a sviluppare un’app per la raccolta di informazioni attraverso smartphone accoppiati a smartwatch Garmin in grado di rilevare alcuni parametri, a partire dalla saturazione dell’ossigeno fino al battito cardiaco.

Pur non essendo riconosciuti come dispositivi medici, i tanti smartwatch al polso di altrettante persone ogni giorno, e spesso anche la notte, possono contribuire a costruire una banca dati affidabile.

L’accordo tra Garmin ed Healthia riguarda per ora gli smartwacth con all’interno un pulsossimetro, utile a valutare la saturazione di ossigeno nel sangue e la respirazione del soggetto. Elementi grazie  ai quali condurre una prima analisi delle condizioni fisiche di un potenziale paziente di coronavirus.

Più dati, più precisione, meno coronavirus

Garmin Italia ha fornito a Healthia l’accesso gratuito agli strumenti sofwtare necessari a realizzare programmi e applicativi del caso. In questo modo, non appena messa a punto, l’app raccoglierà i dati dagli smartwatch.

Le informazioni così acquisite andranno ad alimentare un motore di Intelligenza Artificiale per costruire i profili di rischio dei singoli cittadini monitorati.

Il risultato sarà un’indicazione dei test diagnostici dei soggetti individuati minimizzando il numero di falsi positivi e falsi negativi, così da intervenire in tempi rapidi e con maggiore efficacia sui potenziali contagiati dal Covid-19.

Al momento, in Italia Garmin stima in 50mila le persone in possesso di un dispositivo compatibile. Il progetto verrà presentato a partire dalla metà di aprile al bando indetto dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione in collaborazione con il Ministero per lo Sviluppo Economico e con il Ministero dell’Università e Ricerca.

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