Al mondo della tecnologia il Coronavirus presenta già il conto






A causa del Coronavirus, entro la fine dell’anno il settore accuserà una perdita di 42 miliardi di dollari e 80 milioni di prodotti

L’emergenza sanitaria del Coronavirus è ancora nella fase crescente a livello mondiale, eppure è già possibile iniziare a calcolare a quanto ammonterà il conto a carico del mondo legato alla tecnologia.

La stima arriva da Juniper Research e non è delle più incoraggianti. A oggi si parla infatti di almeno 42 miliardi di dollari  in meno per i prossimi nove mesi, legati alle vendite di dispositivi smart. Il settore preso in considerazione, include smartphone, tablet, smart speaker e wearable.

Dalla produzione alla vendita, tanti i punti deboli

Nel caso peggiore, i ricercatori hanno calcolato una minore produzione di 80 milioni di articoli entro la fine dell’anno. Risultato di una catena di fattori sfavorevoli. A partire dal ritardo nella fornitura dei componenti chiave, processori, batterie e display, in grado di bloccare un produzione.

Una situazione di fronte alla quale emerge una insolita condivisione dei destini. A farne le spese saranno infatti soprattutto Apple, Samsung, Amazon, Xiaomi e Huawei. La priorità sarà quindi riuscire a colmare gli inevitabili vuoti creatasi nel flusso degli approvvigionamenti per ridurre l’impatto sulle catene di montaggio.

Il peso maggiore, cadrà sulle spalle dei nuovi smartphone, al punto da consigliare di tenersi stretto quello attuale. Juniper Research stima infatti un potenziale dell’80% di mancate consegne.

Ancora peggio, le potenziali ripercussioni a lungo termine, per il rallentamento della ricerca. Quando non frenata dal Coronavirus, dirottata su altre priorità sanitarie.

Dopo il Coronavirus Cambierà anche l’utente

Senza naturalmente sottovalutare un cambio di atteggiamento negli utenti. L’incertezza sembra destinata a prendere il controllo del mercato e di conseguenza è da mettere in preventivo anche un calo significativo della domanda.

Da tutto questo, Juniper Research ricava anche alcuni consigli già utili. Prima di tutto, diversificare il più possibile la fornitura dei componenti, in modo da avere maggiori possibilità di compensare eventuali carenze.

Inoltre, rivalutare l’opportunità di tenere in maggiore considerazione il magazzino. La situazione attuale legata al Coronavirus ha infatti messo a nudo anche i limiti di produzioni e approvvigionamenti costanti in linea con la domanda.

La presunta riduzione dei costi, rischia seriamente di essere messa in discussione in favore di un ritorno, se non alla centralità di un magazzino interno, almeno a a una situazione più bilanciata.

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