Il mercato wearable paga il conto coronavirus e vuole ripartire






Ridimensionate le ambizioni, segnali di ripresa nel mondo wearable sono attesi già nella seconda parte dell’anno, trainati dal riconoscimento vocale

Iniziano a manifestarsi, e in misura pesante, le ripercussioni del coronavirus sul mercato. Per quanto riguarda il settore wearable in particolare, IDC stima un rallentamento decisamente importante. Rispetto alla crescita dell’89% registrata a fine 2019, si passerà a un bilancio annuale ridotto al 9,4%.

Sicuramente, registrare una crescita in condizioni simili sarà comunque un successo. Per un mercato ancora giovane però, numeri così ridotti da mettere a rischio l’intero settore. Nel complesso, si prevede di vendere 368,2 milioni di prodotti.

Ridimensionate le ambizioni, resta una crescita

C’è però anche un lato positivo. IDC si sbilancia nel considerare la situazione temporanea. Nei prossimi quattro anni infatti, è prevista una crescita costante. Sempre del 9,4% annuo, quindi più diluita nel tempo ma indice anche di una buona affidabilità. Quanto serve per attirare investimenti in un periodo di prospettive molto incerte.

Prima di tutto per i problemi legati alla produzione prevalentemente in Cina, il primo trimestre 2020 accuserà un calo nelle vendite del 13%, soprattutto per quanto riguarda smartwatch e fitband. Una situazione destinata a prolungarsi anche per il secondo trimestre, anche se nella misura attenuata del 7,1%

Hearable sempre in testa

In termini numerici, il settore wearable resta però legato prima di tutto agli earable, vale a dire auricolari e cuffie smart. Qua, IDC conferma le previsioni di crescita maggiori nonostante un calo a questo punto comunque fisiologico.

Nei prossimi quattro anni, gli earable aumenteranno infatti del 10,3% all’anno, per un totale di 301,5 milioni di unità vendute. La spinta maggiore, arriverà dai sistemi di riconoscimento vocale.

Nel corso del tempo però, il baricentro si sposterà progressivamente in direzione di un’interessante tendenza a rilevare i parametri di fitness e salute attualmente a carico di smartwatch e tracker.

Apple ancora sinonimo di wearable

Come facile immaginare, tra i tanti cambiamenti all’orizzonte, anche una certezza. Apple infatti è destinata a restare saldamente alla guida del settore, grazie soprattutto all’efficacia del proprio ecosistema, ma anche di una maggiore tendenza inquadrata da IDC ad allargare la portata della propria offerta a maggiori fasce di utenza.

La vera sorpresa viene alle spalle, dove il rivale più accreditato nel lungo periodo è indicato in Oppo. Una spinta importante anche per Android Wear OS, destinato a raggiungere il 25% sugli smartwatch venduti.

Interessanti anche le prospettive di crescita per gli smartwatch ibridi, quelli generalmente più legati a marchi di fascia alta. La crescita annuale del 5,8% sarà guidata da Fossil, con buone prospettive anche per i modelli più orientati allo sport, con un occhio particolare all’autonomia.

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