Entra in azione Brush Lee e lo spazzolino da denti è sconfitto






In soli dieci secondi, forme e materiali usati da Brush Lee permettono di raggiungere risultati almeno uguali alla pulizia dei denti tradizionale

Anche solo per la fantasia nel trovare un nome, Brush Lee merita attenzione. In realtà però, niente a che vedere con scene d’azione o simili, Semplicemente, un nuovo interessante concetto di spazzolino da denti smart.

Anzi, più precisamente è corretto parlare di vero e proprio dispositivo per l’igiene orale, perché del tradizionale spazzolino conserva ben poco. Praticamente, solo la destinazione d’uso.

Brush Lee sposa infatti la tendenza più recente di apparati sagomati sulla forma del palato. Quindi, da inserire in bocca in modo simile a un morso e lasciarlo agire per pochi secondi. Tra i diversi vantaggi infatti, la copertura totale dell’arcata dentale permette anche di abbattere i tempi dell’operazione.

Velocità ed efficacia

Secondo quanto dichiarato dai progettisti, bastano infatti una decina di secondi per ottenere denti puliti e una bocca sana. Tuttavia, questo da solo non sarebbe sufficiente. Una soluzione del genere infatti non può più considerarsi una novità. Per distinguersi dai vari V-White o Snow 2.0, serviva quindi spingersi oltre.

L’attenzione è ricaduta prima di tutto sul materiale. La scelta di puntare tutto sullo spazzolamento, quindi senza l’intervento di luci antibatteriche o simili, ha portato a scegliere per le 1.244 setole un composto a base di silicone. Resistenza, flessibilità e capacità di pulizia hanno così convinto i progettisti a costruire una fitta trama di elementi in grado di garantire i risultati desiderati.

Altro elemento importante, il motore. Oltre alla durata, è fondamentale per assicurare il movimento adatto a completare la pulizia dei denti senza danneggiare le gengive. Al termine dei test, la scelta è ricaduta su un motore sonico a sospensione magnetica. Quello in gado di fornire le vibrazioni ad alta frequenza considerate idonee per sfruttare il principio della cavitazione.

Brush Lee sconfigge il dentifricio

Dal punto di vista pratico però, la vera novità è il cambio totale di approccio rispetto al dentifricio. La pasta studiata per gli spazzolini tradizionali lascia il posto a un più specifico gel. Inserito direttamente in un piccolo serbatoio di Brush Lee, all’occorrenza può garantire anche una minima autonomia.

Al riguardo resta però il dubbio sull’approvvigionamento del gel, se sia cioè compatibile solamente con quello fornito dal produttore, aumentando quindi in misura importante il costo dell’utilizzo.

A parte questo, un spazzolino da denti di nuova generazione non può esimersi da una componente smart. Nel caso specifico, un’app dalla quale personalizzare il trattamento. Se dieci secondi non sono considerati sufficienti, via Bluetooth è un attimo impostare un tempo diverso. Oppure, variare l’intensità del trattamento secondo quattro modalità predefinite.

La scommessa Brush Lee ha comunque un prezzo. Non altissimo in valore assoluto, superiore però alla media degli altri spazzolini elettrici. Attualmente, viene proposto a 73 euro su Indiegogo e Kickstarter, contro un prezzo pieno di 119 euro.

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