La visuale Vmate allarga i confini del gimbal






Dimensioni estremamente compatte senza scendere a compromessi con qualità e versatilità, la combinazione vincente Snoppa per il nuovo Vmate

In giro al momento non si incontrano ancora molti gimbal, eppure scommettere di vedere questi sistema di ripresa diffondersi velocemente non è per niente azzardato. Come dimostra l’attenzione riscontrata da Snoppa al CES 2020 con l’ultimo progetto Vmate, con buona probabilità nel giro di un paio di anni diventerà la regola.

Per chi non si accontenta dei limiti degli smartphone nella ripresa video, il gimbal è infatti un’ottima alternativa, grazie alla possibilità di effettuare riprese dal taglio ispirato al mondo professionale. Grazie ai sistemi come Vmate, con ingombro minio, facilità d’uso e qualità decisamente di alto livello.

Il video con una marcia in più

Ultima evoluzione della ricerca Snoppa, Vmate racchiude in un ingombro minimo uno strumento in grado di tenere traccia di ogni momento da ricordare. Superando i limiti incontrati fino a oggi da prodotti simili.

Derivati dalle grandi soluzioni del mondo del cinema, i gimbal consumer riescono oggi a combinare dimensioni ridotte con la necessaria praticità e qualità video. Nella circostanza, in grado di stare nel palmo di una mano, lasciando in pratica visibile solo l’obiettivo.

Il sistema Vmate pesa circa 188 grammi per 122 mm di altezza, rispettando tutte le caratteristiche di base. Dal piccolo display con il pannello di controllo, all’autonomia dichiarata di 160 minuti di ripresa, fino alla connettività wireless. Inoltre, l’angolo di ripresa va oltre il giro completo, con la possibilità di eseguire panoramiche fino a 400°.

Aspetti tuttavia insufficienti in assenza di sistemi per il controllo della qualità di ripresa. I limiti maggiori finora manifestati dai jimball consumer Snoppa si dice convita di averli superati.

Massima fermezza nella qualità

Gli ingegneri si sono infatti concentrati prima di tutto sullo stabilizzatore ottico. Dispositivo per definizione destinato a riprendere scene in movimento, la nitidezza è il primo elemento da preservare, ma anche il più complicato. Servono infatti ottica e hardware di grande precisione per eliminare i fastidiosi effetti di trascinamento durante le riprese.

Altro fattore importante, Vmate è pronto all’uso in pochi secondi. La possibilità di tenerlo in tasca, agevola l’avvio quasi istantaneo di una registrazione video. Il sensore da 1/2,3” abbinato all’ottica da 81° con una buona luminosità di f=2.0 faranno il resto.

Sono però alcuni dettagli a marcare la differenza. Se non inediti, quanto meno per la flessibilità d’uso e l’efficacia. Per esempio, il case della videocamera è predisposto per alloggiare lo smartphone e avere così davanti agli occhi un visione più dettagliata della scena.

Interessante anche la lente orientabile, per scegliere tra  riprese orizzontali a verticali. In opzione è anche disponibile un adattatore compatibile con supporti indossabili.

Anche a livello software Vmate rivela almeno un paio di funzioni interessanti. Se la capacità di seguire in autonomia un soggetto è ormai scontata in un gimbal, il Broadcast Mode lo è decisamente meno. Con lo smartphone montato, diventa possibile sfruttarne anche la relativa videocamera, così da registrare in simultanea sia l’operatore sia la scena frontale.

In modalità foto invece, è possibile dividere una scena in più sezioni da riprendere singolarmente, salvo affidare al software la relativa ricostruzione.

L’insieme di innovazione e funzionalità si ripercuote prevedibilmente almeno in parte anche sul prezzo. Con consegna prevista a marzo, il kit base è proposto su Indiegogo a 269 euro. La versione completa di scheda di memoria e soprattutto filtri per le varie condizioni di luce sale invece a 314 euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.