Con Internet of Sense interfaccia diventa il cervello

Tra risultati interessanti e curiosi, le previsioni Ericsson per il prossimo decennio ruotano intorno a realtà virtuale e intelligenza artificiale

L’interfaccia wearable per eccellenza, rischia di mandare prematuramente in pensione tanti wearable. Nel giro di dieci anni infatti, buona parte di comandi sarà impartita direttamente con il cervello. È quella che Ericsson definisce Internet of Sense, la nuova era di uno scenario che probabilmente è opportuno mantenere nella dizione originale, evitando gli equivoci di uno scivoloso italiano Internet dei Sensi

La nona edizione dell’Ericsson ConsumerLab Hot Consumer Trends si concentra sull’evoluzione naturale di tecnologie oggi agli arbori dal punto di vista consumer, come intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumentata, combinate con il 5G.

La proliferazione dei sensori renderà infatti gradualmente sempre più superflue le interazioni con schermi touch o altri sistemi di input.

Tecnologie Anni ’20 per un mondo migliore

I primi effetti importanti sono previsti in arrivo in settori molto popolari, a partire dall’intrattenimento (videogiochi, cinema, simulatori, ecc.) e shopping online. Da non escludere tuttavia, anche le prospettive di agire a livello di lotta ai cambiamenti climatici, sfruttando sistemi dal ridotto impatto ambientale.

Su questo però, al momento Ericsson non entra ancora in dettaglio. L’idea di massima è il passaggio al digitale di numerose attività che richiedono spostamenti e il supporto di strumenti fisici. Decisamente meno attraente invece, la prospettiva di sfruttate la realtà virtuale in sostituzione di viaggi e vacanze.

L’aspetto veramente interessante dello studio però, è quanto emerge dall’elaborazione delle risposte di 46 milioni di persone selezionate tra i propri utenti, interpellati sulle tecnologie imminenti.

Il pensiero sconfigge anche le fake news

Tra le risposte più gettonate, appunto l’interfaccia cerebrale. Il 59% degli intervistati si dice infatti convinto di poter presto indicare una destinazione a un paio di smartglasses per navigazione con realtà virtuale, semplicemente pensandola.

Curioso anche il 67% sicuro di poter presto simulare la voce di qualsiasi altro conoscente, semplicemente parlando a un microfono collegato a un software di intelligenza artificiale.

Ancora meno prevedibile, il 49% interessato a un sistema digitale da inserire in bocca, una sorta di dentiera smart, utile a cambiare il sapore di qualsiasi cibo in quello desiderato.

L’Internet of Sense riprende quota con la prospettiva di allargare lo shopping digitale a tutti e cinque i sensi. Integrando quindi la presentazione di prodotti in vendita su un sito Web con tatto e olfatto.

All’insegna dell’ottimismo altre due aspettative. Più della  metà si dice infatti convito di poter sfruttare le nuove tecnologie per mandare nel dimenticatoio le fake news.

Altrettanti, sono certi di vedere risolta definitivamente anche ogni questione legata alla privacy, sentendosi più liberi di sfruttare i benefici di un mondo digitale.

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