Cinque film precursori della biometria vocale







Oggi i vari Alexa, Siri e Assistant si apprestano a diventare protagonisti nella vita di tutti i giorni. Una prospettiva anticipata tempo fa dal cinema

Con buona probabilità, tra i motivi portanti del 2020 rientrerà a pieno titolo la biometria vocale. Dopo le prime schermaglie, ora Amazon, Google, Apple e tutti gli altri contendenti sono pronti a darsi battaglia a colpi di parole.

Dietro, un mercato dalle enormi potenzialità, ancora tutto da sfruttare. Anche i più restii a parlare con i vari Alexa, Siri, Asistant o altri pronti ad affrontare la sfida, con buona probabilità dovranno rassegnarsi e scendere a qualche compromesso.

Impossibile restare senza parole

D’altra parte, come sottolinea anche Spitch, grazie al suo lavoro e a quello delle altre aziende nel settore, presto sarà la regola utilizzare la voce per autorizzare una transazione bancaria, accedere alla posizione assicurativa oppure ritirare gli esiti di un esame medico.

Piaccia o no, il riconoscimento vocale è già realtà. Una di quelle fino a pochi anni fa considerata tecnologia futuristica, spesso sfruttata nella letteratura per ammaliare il lettore o lo spettatore. Guardando agli archivi sono infatti diversi i casi di film entrati nella storia, proprio grazie anche alla presenza della biometria vocale.

Spitch ha quindi voluto proporre un insolito viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca di quei momenti contrassegnati da un futuro ormai divento presente. Cinque in particolare, sono andati molto vicino alla realtà.

Trame premonitrici

Prima di tutto, uno dei film più famosi in fatto di previsioni futuristiche. Girato nel 1982, Blade Runner è l’iconico film è ambientato proprio nel 2019, in una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle sembianze umane vengono impiegati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. L’accesso alla casa del cacciatore di taglie Rick Deckard richiede una vera e propria autenticazione a doppio fattore: identificazione delle impronte vocali e inserimento di un codice.

Due anni dopo, anche Star Trek – Alla ricerca di Spock fa uso della biometria vocale. Nel terzo capitolo cinematografico della saga incentrata sulle leggendarie avventure del Capitano Kirk, del vulcaniano Spock, del dottor McCoy e della flotta stellare Enterprise, j’identificazione della voce del capitano Kirk è in grado di avviare il processo di autodistruzione della nave stellare Enterprise.

Dal futuro al presente

Deve passare qualche anno primo i ritrovare tracce di biometria vocale. Attesa ben ripagata tuttavia da Mission Impossible. A partire dal 1996, nei film e nell’omonima serie televisiva di spionaggio, i membri della IMF (Impossible Mission Force), la speciale sezione segreta della CIA incaricata di svolgere le missioni ritenute più delicate e pericolose, si trovano a confrontarsi con dispositivi basati sul riconoscimento biometrico. Uno su tutti: il super computer centrale della CIA, localizzato nella base di Langley, è protetto da impronta vocale, oltre che dall’identificazione della retina e da altre misure di massima sicurezza.

L’anno successivo, Face/Off – Due facce di un assassino, racconta le vicende di Sean Archer, un agente dell’FBI, e Castor Troy, un terrorista, che a seguito di un intervento di chirurgia plastica all’avanguardia assumono rispettivamente l’uno le sembianze dell’altro. A venire scambiato non però è solo il volto dei due personaggi: un chip impiantato nella gola replica ogni caratterista della voce, per una perfetta corrispondenza.

Infine, la carrellata si chiude con Mr. & Mrs. Smith, il film del 2005 galeotto per lo scoppio della passione tra Brad Pitt e Angelina Jolie. Marito e moglie, entrambi killer professionisti, dipendenti di due differenti compagnie e ignari della doppia vita dell’altro, sono incaricati di uccidersi a vicenda. Tra azione e finale romantico, non manca neppure la biometria vocale per accedere al computer del signor Smith.



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