Arriva Versa 2 e con Fitbit lo smartwatch alza la voce






Terzo modello della fortunata serie, Versa 2 segna il debutto di Alexa. In più, ritocchi al design e ancora grande attenzione all’analisi del sonno

Senza bisogno di tanti clamori o creare attesa ad arte, Fitbit prosegue imperterrita nello sviluppo del proprio progetto. Arriva così la naturale evoluzione del modello di maggiore successo, quel Versa capace di conquistare una importante fetta di mercato. Al debutto poco più di un anno fa, a inizio 2019 si è affiancata la versione Lite, per arrivare ora a Versa 2.

A livello estetico, nessun ritocco significativo. Semmai, i doverosi aggiustamenti frutto dei riscontri sul campo. Tra i più evidenti, sulla scia di Versa Lite l’abbandono dei due tasti sulla destra, a conti fatti rivelatisi effettivamente poco utili, e una leggera smussatura agli angoli della cassa, con finitura in alluminio anodizzato dalle tonalità naturali.

Attenzione tutta rivolta all’affidabilità e alle funzionalità. Quindi, maggiore resistenza all’acqua (50 metri), intesa non più come semplice resistenza al contatto occasionale, ed estensione delle funzionalità, obiettivo sempre prioritario nelle strategie Fitbit.

Versa 2 da voce allo smartwatch

Una novità però spicca su tutte le altre. Versa 2 è infatti uno dei primi smartwatch dotati di microfono integrato. Non tanto come appoggio allo smartphone durante una chiamata, quanto invece per sperimentare le potenzialità di Alexa, il sistema di riconoscimento vocale Amazon, su uno smartwatch.

Tutto questo richiede naturalmente maggiori prestazioni e Fitbit non si è risparmiata. Versa 2 impiega infatti un nuovo processore più veloce rispetto al predecessore e un display AMOLED più ampio con visibilità incrementata e colori più brillanti.

Per i più esigenti, modalità schermo sempre acceso opzionale. In questo caso però, l’autonomia non può andare oltre i due giorni, contro i cinque promessi in caso di impiego standard.

Dal punto di vista delle funzioni però, l’attesa resta concentrata sul microfono e Alexa, anche solo per il debutto in casa Fitbit. L’idea è permettere di sfruttare i comandi vocali per operazioni come avviare un allenamento o trovare la palestra più vicina. La risposta di Alexa è testuale, quindi silenziosa, visualizzata su schermo.

In abbinamento allo smartphone, i comandi vocali possono essere sfruttati anche per impostare sveglie e timer, tenere d’occhio il meteo, gli aggiornamenti sulle notizie e controllare i dispositivi smart home.

Fitbit non dorme mai

Da un paio di anni ormai, tra i punti fermi della strategia Fitbit, l’analisi del sonno resta sempre in primo piano. D’altra parte, da uno studio condotto in proprio emerge come quasi due terzi (64%) dei partecipanti lo consideri una priorità. Tuttavia, negli USA un adulto su tre afferma di non dormire abbastanza regolarmente. 

Gli spazi di mercato sono quindi evidenti. Versa 2 impiega un Punteggio del sonno, utile a comprendere meglio il riposo. Un valore calcolato sul rapporto battito cardiaco durante l’intera giornata, i momenti di agitazione notturna, il tempo sveglio e le fasi del sonno. 

Questo porta anche a una funzione di prossima introduzione, tra il curioso e l’interessante. A breve, la Sveglia intelligente sfrutterà l’apprendimento automatico per attivare la sveglia nel momento più ottimale del ciclo di sonno, durante le fasi di sonno leggero o REM, in base a un intervallo pre-selezionato di trenta minuti, con l’obiettivo di migliorare lo stato di forma ottimale.

In attesa di parere medico

Sempre delicato invece il discorso sulle funzionalità mediche. In attesa di risolvere le lunghe procedure per le certificazioni, al momento restano un cruccio per Fitibit.

Così, anche Versa 2 integra sensori e software per stimare la variabilità dei livelli di ossigeno nel sangue. I dati derivati da una combinazione di sensori e infrarossi sul retro del dispositivo, al momento non vengono visualizzati. L’attivazione sarà solo questione di un aggiornamento firmware a iter concluso.

Il buon momento di Versa, e di Fitbit più in generale, è confermato dalla crescita regolare anche del relativo ecosistema. Il catalogo di quadranti disponibili ha infatti raggiunto quota tremila, così come cresce il numero di app a disposizione. Tra queste, l’azienda continua a credere anche in Pay, nonostante nel settore la concorrenza sia ancora più agguerrita del già affollato mondo smartwatch.

Versa 2 arriverà effettivamente solo il 24 settembre, anche se può già essere prenotato. Sul fronte prezzo, forse ci si poteva aspettare qualche cosa di meglio, a fronte di 199,99 euro non proprio alla portata di un mercato così ampio come quello di riferimento. Per chi comunque volesse andare oltre, in autunno sono previste anche  due edizioni esclusive, verde smeraldo e prugna, entrambe con una cassa in rame rosa.

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