Solo in compagnia di Fito Tap Pro ogni viaggio è come a casa

Auricolari in-ear con motore di traduzione in trenta lingue e in tempo reale

Dialogare liberamente in una lingua straniera, se non tutte almeno nelle più diffuse, è un sogno sempre più destinato a diventare realtà. Le soluzioni più recenti vanno in direzione di auricolari in grado di effettuare una sorta di traduzione simultanea. La necessità di appoggiarsi a uno smartphone per ottenere la potenza di calcolo necessaria però, non sempre è sufficiente a garantire un colloquio fluido. Fondamentale infatti, non snaturare la spontaneità dei gesti, ed è quanto si è proposta di realizzare Fito Tap Pro, con un sistema tra i più seguiti su Indiegogo.

Non si tratta infatti di semplici auricolari in-ear completi di microfono e speaker. Per quanto sfruttabili comunque in modo indipendente, i risultati migliori in termini di velocità di traduzione si ottengono in abbinamento alla custodia. Non un semplice contenitore per la ricarica, quanto invece un vero e proprio motore di traduzione istantaneoa. Sfruttando le API Microsoft, Fito Tap Pro tratta oltre trenta linguaggi, italiano incluso.

Con l’app sullo smartphone a fare comunque da intermediario, i progettisti di Charlestown hanno previsto tre modalità d’uso tra cui scegliere.

Tre modi per intendersi

Dopo aver impostato lingua originale e tradotta dall’app, prima di tutto utilizzando direttamente la custodia senza neppure bisogno di indossare gli auricolari. Microfono e speaker integrati faranno il resto, coma una sorta di registratore digitale.

Oppure, indossare gli auricolari, iniziare a parlare in modo del tutto naturale tenendo premuto il relativo pulsante a sfioramento per attivare la traduzione.

Infine, il sistema più tradizionale di digitare il testo direttamente all’interno dell’app per ottenere la versione localizzata, non molto diversamente da una sorta di WhatsApp con traduzione simultanea o un Google Translator.

Aspetto fondamentale, considerato la delicatezza dell’operazione, i Fito Tap Pro integrano due microfoni ciascuno (uno all’esterno e l’altro all’estremità inferiore), con sistema di assorbimento del rumore, a maggiore tutela della qualità della traduzione. La griglia di quattro sensori audio promette di ridurre il rischio di interpretazioni errate.

Tutto questo richiede una potenza di calcolo non indifferente. Una reale traduzione, se non simultanea almeno istantanea, deve appoggiarsi su hardware all’altezza, difficile da inserire direttamente all’interno di auricolari mantenendoli pratici da indossare. La decisione di affidarsi a un processore Qualcomm QCC3026 comporta quindi il supporto della custodia in senso attivo.

Anche sul fronte Bluetooth scelta all’avanguardia, con l’impiego del chip di quinta generazione, a ridotto consumo di energia e maggiore affidabilità del segnale wireless.

Completi di tutte le funzionalità standard richieste a degli auricolari, a partire da notifiche, gestione playlist e chiamate, i Fito Tap Pro presentano un’ultima particolarità, un sensore utile a rilevare se indossati nel modo corretto.

In linea con le ambizioni il prezzo base di 200 dollari. Il periodo di lancio però, prevede diverse opportunità, per i più coraggiosi, o impazienti, a partire da un decisamente interessante offerta di 89 dollari. Consegna prevista a partire da aprile 2019.

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