Più contactless conviene a tutti, e fa bene alla salute






Il rischio di contagio legato all’uso dei contanti aumenta le quotazioni dei pagamenti contactless, soluzione sicura, pratica e conveniente a tutti

Tra le abitudini più importanti da cambiare dopo l’esperienza dell’emergenza sanitaria del coronavirus, l’uso dei contanti appare ancora come la più difficile.

Senza addentrarsi nella natura abitudinaria o fiscale della situazione, soprattutto in Italia, l’attaccamento al contante a scapito dei pagamenti contactless resta difficile da superare

Eppure, le premesse per una svolta ci sono tutte. Sicuramente, maggiore praticità e velocità nei pagamenti, con buona pace di chi assiste in coda alla snervante ricerca di monetine.

Ma anche maggiore sicurezza, per tutti. Dal minore rischio di perdere contanti o essere scippati, alla migliore gestione delle operazioni per il negoziante.

Contactless vuol dire anche igiene

Anche se è presto per avere una conferma a livello scientifico, importanti anche i risvolti sul piano della sicurezza sanitaria. Come è convinta anche HSBC, pronta a richiamare sulla necessità, e non pi solo sull’utilità, di usare meno i contanti nei pagamenti

D’altra parte, di fronte a uno scenario dove anche mani e pacchi vengono igienizzati, viene naturale chiedersi come mai si preferisca correre ancora il rischio di venire a contatto un’altra possibile superficie di trasmissione.

«Riteniamo che questa virata verso i pagamenti contacless sia l’accelerazione di una tendenza già in atto – spiega HSBC in una nota -. Il cambiamento maggiore sarà probabilmente il passaggio diretto dal denaro contante a queste forme di pagamento più recenti, evitando quindi ancheoperazioni con carta di credito con firma e PIN».

Maggiori limiti per pagamenti con carta di credito contactless senza inserire il PIN e diffusione degli accordi per favorire transazioni contactless da telefono e smartwatch, segnano ormai una tendenza, alla quale adattarsi senza timori.

Il conto del contante lo paga il cliente

Oltre alle questioni sanitarie infatti, i contanti creano una serie di costi nella catena commerciale, pronti inevitabilmente a ricadere sull’acquirente finale. Per intenderci, almeno pari al livello delle commissioni richieste per i pagamenti elettronici.

Non a caso, sono già diversi i Paesi orientati in questa direzione. Come sottolinea la stessa HSBC, in Cina, la spinta verso i pagamenti da dispositivi mobili ha contribuito a limitare la diffusione del Covid-19, mentre nel Nord Europa, soprattutto in Svezia, i contanti sono sempre meno usati.

Dal canto loro, le aziende del settore non stanno a guardare. Una serie di accordi, sta progressivamente ampliando l’accesso ai pagamenti contactless dai vari modelli di smartwatch e relativi circuiti di pagamento.

L’ultimo in ordine di tempo, importante soprattutto per la portata, quello tra Samsung e il circuito PagoBancomat, sul quale attualmente circolano operazioni per 84 miliardi di euro all’anno.

Samsung Pay, potrà quindi essere sfruttato per carte già abilitate, al momento emesse da Intesa Sanpaolo, UBI e Cassa Centrale Banca.

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