L’unicità di Strava presenta il conto: cinque euro al mese






Un messaggio dei fondatori di Strava ai tanti iscritti spiega la decisione di limitare l’accesso gratuito per un canone mensile unico

Per Strava è arrivato il momento di una probabile resa dei conti. Il più popolare sito, con relativa app, tra gli appassionati di sport di resistenza, si trova a dover affrontare la necessità di tradurre in guadagni l’enorme consenso raccolto a livello mondiale.

In tanti in questi giorni sono rimasti stupiti nell’aprire l’applicazione e trovarsi in cima alla schermata principale un messaggio dei fondatori dove in sostanza si invita a passare dalla modalità gratuita all’abbonamento mensile di 5 euro.

Tuttavia, basta ripercorrere la storia di Stava per capire quanto la situazione attuale di accesso praticamente gratuito fosse sempre più insostenibile dal punto di vista imprenditoriale.

Cinque euro per proseguire il sogno

Così, Mark Gainey e Michael Horvath e sono arrivati alla storica decisione. A breve, la modalità gratuita di Strava offrirà un numero ridotto di funzionalità. Praticamente, quelle essenziali, non molto diverse da qualsiasi programma di tracciamento di uno smartwatch o di un ciclocomputer.

Per tutte le altre, a partire dalle tanto apprezzate classifiche di segmento, rientrerà nel pacchetto a pagamento, dopo un periodo di prova gratuita di due mesi.

Anche se tanti preferiranno comunque rinunciare alle amate classifiche pur di non pagare, la platea Strava è abbastanza ampia da pensare a una risposta nell’insieme in grado di rispondere ai bisogni primari di un’azienda.

Ufficialmente, dietro la decisione, il desiderio di continuare a mantenere elevati gli standard dell’applicazione e la garanzia di investire tutto il ricavato nello sviluppo.

«A partire da oggi, alcune delle funzioni gratuite particolarmente complesse e costose da mantenere, come le classifiche di segmento, saranno disponibili solamente per gli abbonati – spiegano Gainey e Horvath in una nota -. Da ora in avanti sarà riservato ai soli abbonati anche un numero maggiore delle funzioni nuove che svilupperemo: investiremo maggiormente negli atleti che avranno investito in noi».

Scelta obbligata

La nuova decisione segna anche il fallimento della strategia Summit, l’offerta a pagamento suddivisa in tre pacchetti diversi per modalità d’uso, distribuite tra dati e sicurezza.

Durata neppure due anni, ha rivelato tutti i limiti di una proposta troppo timida e al tempo stesso troppo articolata per raccogliere consenso diffuso.

Una cosa però, di Summit si poteva conservare. Fermo restando la piena legittimità di chiedere un abbonamento per un servizio unico per qualità e dettaglio delle informazioni, i 5 euro mensili (60 all’anno) rischiano di scoraggiare molti utenti, soprattutto i meno appassionati.

Forse, limitarsi a 3 euro al mese alla fine avrebbe reso il passaggio meno indolore e alla fine raccolto più consensi. In sostanza, con maggiori possibilità di raggiungere l’obiettivo economico fissato da Strava.

Una pura ipotesi, verificabile sono tra qualche tempo. Intanto, non resta altro da fare se non adattarsi. Accontentarsi di quanto rimarrà gratuito oppure accettare di dover pagare per qualcosa difficile, se non impossibile da sostituire.

Con il giusto riconoscimento quindi, alla creatività e alla passione del team Strava, del quale entrare ufficialmente a farne parte. E al coraggio di aver scelto la strada della trasparenze invece della più deleteria strategia di reccolta e vendita di dati personali.

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