Con Fitbit Heart Study lo smartwatch se la prende a cuore






Al via lo studio di massa Fitbit Heart Study per la certificazione della tecnologia utile a riconoscere il rischio di infarto. In arrivo anche l’ECG

Entra nella fase decisiva uno dei progetti più importanti di Fitbit in prospettiva futura. Da tempo impegnata a reggere il passo di Apple sulle funzioni medicali degli smartwatch, ora con Fitbit Heart Study una prima certificazione in grado di aiutare a prevenire i casi di fibrillazione atriale è finalmente alla portata.

In questi giorni infatti, sui wearable Fitbit è partito il programma di test finali previsti dalla FDA per analizzare il ritmo cardiaco e poter rilevare potenziali anomalie all’origine di problemi di cuore come l’aritmia atriale.

Tra le prime indicazioni utili a individuare il rischio di infarto, la funzione di Fitbit Heart Study eseguita via smartwatch sarà testata da diverse decine di migliaia di utenti.

Primo passo nella prevenzione da infarto

L’aritmia atriale interessa attualmente circa 33,5 milioni di persone al mondo. Persone soggette a un rischio di infarto cinque volte superiore alla media. Una situazione tuttavia non facile da rilevare, a causa della sporadicità e irregolarità nel manifestarsi.

Integrare la funzione su uno smartwatch attendibile sotto il profilo medico rappresenta certamente un importante contributo in fase di prevenzione. A oggi infatti, l’unica via per individuare il problema resta una visita specialistica.

Niente di meglio quindi, di un wearable in grado di leggere e memorizzare parametri vitali anche 24 ore al giorno. Perché uno smartwatch risulti utile in questa battaglia però, serve un’affidabilità fuori discussione.

Fino a oggi, prerogativa di pochi e spesso penalizzante sotto il profilo estetico e pratico. Seguendo la strada tracciata a suo tempo da Apple, ora anche Fitbit sembra pronta a confrontarsi sullo stesso piano.

Pronti al salto di qualità

La tecnologia al centro del Fitbit Heart Study migliora l’accuratezza nella lettura della frequenza cardiaca attraverso un sistema di foto pletismografia. A grandi linee, evoluzione più precisa e affidabile del semplice sistema di monitoraggio delle pulsazioni al polso attualmente in uso.

Nel frattempo, prosegue anche un altro tassello fondamentale. Secondo quanto dichiarato, anche la funzione ECG sta registrando importanti passi avanti verso la certificazione.

Il traguardo in questo momento è combinare le due analisi, per fornire a utenti e medici un quadro più completo e affidabile, grazie a una nuova generazione di smartwatch.

Mentre la tecnologia PPG è indicata a rilevare situazioni occasionali di irregolarità cardiache soprattutto in soggetti in precedenza privi di sintomi, un ECG aiuta a tenere traccia regolarmente della propria situazione e raccogliere analisi in situazioni quotidiane, utili a un medico per valutazioi più accurate.

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