Cloud e realtà aumentata per una nuova navigazione in 3D






Mappe di nuova generazione e il cloud permetteranno di integrare la realtà aumentata nelle scene e non limitarsi a sovrapporla

L’infrastruttura cloud a supporto della realtà aumentata viene spesso inquadrata come una sorta di universo parallelo al servizio di una tecnologia pronta a portare cambiamenti epocali.

Una specie di replica del mondo attuale, accessibile in qualunque momento da qualsiasi posto, pronta a cambiare profondamente le nostre abitudini.

Un punto quindi cruciale per i prossimi anni, con una serie di servizi ancora oggi immaginabili solo in parte per l’utente comune. Per gli operatori del settore d’altra parte, una grande opportunità. ABI Research infatti, stima il mercato in crescita almeno fino a 102 miliardi di dollari entro il 2024.

Da un punto di vista più concreto, significa prima di tutto  un maggior numero di aziende pronte a investire nel settore. Di conseguenza, crescita nel numero di dispositivi e servizi, e quindi nell’accessibilità alla realtà aumentata.

La nuova era della localizzazione

In combinazione con la diffusione anche del 5G, sono già diverse le prospettive interessanti. Grazie alla capacità di trasmettere ed elaborare mappe 3D in tempo reale e con maggiore precisione, significa per esempio estendere i servizi di localizzazione, renderli pi dinamici e inlinea con il profilo dell’utente.

Non a caso, è alto anche l’interesse di Google. Grazie a un cloud dedicato all’a realtà aumentata, l’idea è sviluppare Visual Positioning Service, un sistema di localizzazione più efficace del GPS e soprattutto pronto a superarne il limite storico, vale a dire la fruibilità all’interno di edifici.

Aspetto importante da sottolineare, si parla di mappe realmente 3D. Cioè, non di una visuale in prospettiva con effetto tridimensionale, come Google Street View per intendersi, ma di un vero e proprio ambiente all’interno del quale muoversi liberamente.

Aumenta anche l’interesse

Al fianco di Google, sono già diverse le startup impegnate sull’argomento. Tra i più interessanti, il lavoro di Sturfee intenzionato proprio a un salto generazionale nella navigazione con realtà aumentata appoggiata a un cloud. Quindi, senza la necessità di risorse di calcolo e di memoria sui dispositivi.

Tra chi invece è già impegnato a esplorare la navigazione indoor, si distingue 6D.ai, mentre realtà come Scape Technologies e Visualix guardano più alla fase di progettazione, con la messa a punto della mappe 3D.

In uno scenario decisamente stimolante, ABI Research richiama tuttavia l’attenzione sulle questioni legate alla privacy. Tra gli effetti collaterali della realtà aumentata, aumentare il numero di informazioni riconducibili a una persona, da cui con buona probabilità la necessità di rivedere e adeguare per tempo le normative.

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