Per entrare nella realtà virtuale Quest basta un gesto






Facebook pronta a rivoluzionare il settore con un sistema di riconoscimento gestuale senza sensori aggiuntivi e controller

A differenza di altri, uno dei progetti sul quale Facebook sta investendo molto potrebbe non sembrare una grande novità. L’interfaccia gestuale per Quest, priva cioè di controller, è già stata terreno di ricerca Microsoft qualche anno fa con un tentativo per Kinect nell’ambito dei videogiochi, non esattamente memorabile.

Ora però, il lavoro Facebook va in un’altra direzione, quella decisamente più compatibile della realtà virtuale. Se simulare il movimento di una racchetta o di un volante senza tenere niente in mano alla fine poteva risultare soprattutto un controsenso, gli scenari della realtà aumentata sono proprio ambiente naturale per lo sviluppo di interfacce altrettanto virtuali.

Interfaccia virtuale, come la realtà

Un argomento sul quale Facebook si dice molto vicina a una svolta. Al nuovo sistema di riconoscimento dei movimenti delle mani integrato direttamente nel visore Quest, è affidato il compito di un salto di qualità definitivo nel settore.

Aumentare cioè, sia le vendite dell’hardware sia lo sviluppo delle relative applicazioni. Oltre a stimolare la curiosità dei più attenti alle innovazioni, trovare la via giusta per una diffusione finalmente a tutto campo di realtà virtuale e realtà aumentata.

Il nodo della questione è un sistema capace di riconoscere i movimenti delle mani e tradurli in gesti altrettanto naturali all’interno delle scene ricostruite digitalmente sul visore. Fino a oggi, il problema maggiore è riuscirci senza l’uso di sensori addizionali e senza costringere l’utente a imparare gesti innaturali.

Esattamente l’obiettivo di Facebook con Quest. Se le promesse saranno rispettate, basterà indossare il visore Oculus, avviare il software e interagire comportandosi in maniera del tutto naturale per vivere emozioni completamente nuove e coinvolgenti.

A Quest basta uno sguardo

Tutto questo è stato raggiunto integrando in Quest una semplice telecamera monocromatica già presente sul visore. Attraverso il riconoscimento della sagoma della mano, viene creato un insieme di punti in uno spazio 3D grazie ai quali ricostruire l’arto e seguirne i movimenti da inserire nella scena di realtà virtuale.

In realtà, ci sarà ancora da aspettare qualche tempo prima di sperimentare le nuove funzioni di Quest sul campo. L’arrivo sul mercato è infatti previsto a inizio 2020. Il tempo necessario per iniziare a creare attesa, ma anche per invogliare gli sviluppatori a produrre le relative applicazioni, capaci di incuriosire i potenziali utenti.

Pubblicato il: 30 Settembre 2019

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