Il grafene pronto a vestire la nuova generazione di wearable

Materiale innovativo e versatile si prepara a rivoluzionare anche la tecnologia per i sensori dei dispositivi indossabili

Tra i materiali di più recente studio, il grafene occupa un ruolo crescente, con sempre maggiori attenzioni rivolte anche al mondo wearable. Già in occasione dello scorso MWC erano diversi i prototipi di didspositivi indossabili proposti e capaci di catturare grandi attenzioni.

Tra i più impegnati nello sviluppo, l’Institute of Photonic Sciences è in fase avanza nella messa a punto di una soluzione innovativa. Un evoluzione del cerotto smart, capace di andare oltre le prime versioni già proposte sul mercato. La differenza sostanziale, riconducibile appunto al grafene.

Grazie a questo materiale sensibile alla luce UV, quella solare, è possibile integrare sensori in un cerotto smart senza doversi affidare al tradizionale LED: quello in pratica presente su tutti i tracker e smartwatch con sensore per la frequenza cardiaca.

Credit: Graphene Flagship

Sensore tuttofare

Il centro di ricerche spagnolo della UE è già in grado di misurare una serie interessante di parametri vitali. Oltre alla frequenza cardiaca, il livello di saturazione nell’ossigeno nel sangue, la temperatura, il livello di idratazione, l’esposizione ai raggi UV e il respiro.

Una serie ben più vasta rispetto alle funzioni tradizionalmente offerte dai wearable attualmente in commercio. Soprattutto, anche con un minore dispendio di energia e in uno spazio decisamente ridotto. Dal dispositivo indossabile si passa infatti a un semplice cerotto applicato al braccio. Fermo restando naturalmente l’esgienza dell’elettronica di contorno.

Questo grazie alle caratteristiche chiave del grafene, come la capacità di leggere i parametri attraverso la luce naturale. Passando attraverso il sensore ottico, colpisce la pelle e ritorna di riflesso il valore da leggere. Una procedure per certi versi simile, con risvolti tuttavia ben diversi.

Credit: Graphene Flagship

Salute sempre sotto controllo

Si prospettano infatti misurazioni più complete e più precise. Una volta raggiunto il necessario livello di affidabilità, quindi anche più utili. Dalla prevenzione di malattie al migliore controllo in situazioni delicate, il supporto all’utente è completo.

Per esempio, come raccontano gli studiosi dell’ICFO, in un ipotetico scenario di avventura con il protagonista alle prese con la scarsità di acqua, la patch al grafene può aiutare a tenere sotto controllo il livello di idratazione e indicare quando sia il momento di bere e quanto, ottimizzando così il razionamento delle risorse. Oppure, meno drammaticamente, nelle comuni giornate estive, per richiamare la necessità  di bere.

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