Emozioni e wearable, per Amazon legame possibile






Interessanti indiscrezioni su un progetto Amazon per un bracciale con riconoscimento vocale pronto a leggere l’umore e, tra l’altro, dare consigli

Un bracciale wearable non è certo una novità. Tutto sommato, neppure uno con i comandi vocali. Però, se di mezzo c’è Amazon, la differenza è dietro l’angolo. Nel caso specifico, un progetto per combinare le due cose e ottenere un sistema in grado di leggere le emozioni dell’utente e agire di conseguenza.

Per adesso, uno studio o poco più, sul quale Amazon non ha voluto sbilanciarsi. La scoperta però arriva da una fonte particolarmente autorevole come Bloomberg e non è priva di dettagli.

Si tratta infatti di un lavoro non molto lontano da Alexa, Echo e Fire, lo smartphone Amazon. In pratica quindi,m poco più della naturale evoluzione delle tre tecnologie combinate tra loro.

Il wearable vuole emozionare

Il meccanismo in effetti è piuttosto semplice. In abbinamento a un’app, attraverso un microfono integrato il possibile wearable Amazon analizza il suono della voce, per classificare lo stato emotivo. Tra le diverse prospettive, per esempio la possibilità di suggerire un tono di voce più adatto alla circostanza, affinchè i proprio discorsi risultino più efficaci.

La riluttanza Amazon ad affrontare il discorso anche con una testata autorevole quale Bloomberg, conferma neppure tanto indirettamente l’esistenze del progetto, lo stato di avanzamento e l’importanza ricoperta. D’alta parte, sarebbe ancora totalmente inopportuno parlare di tempi per l’arrivo sul mercato del primo wearable. D’altra parte, la stessa Amazon in passato non è rimasta immune dallo sviluppo di progetti mai arrivati sul mercato.  

Tuttavia, i segnali restano incoraggianti. Secondo una fonte della la testata statunitense, la fase Beta del progetto è già iniziata, anche se non viene specificato su quali parti del progetto. Se il semplice wearable oppure il software di riconoscimento emotivo, o entrambi.

Molto più di un’idea

Altro aspetto importante, ad Amazon i dati non mancano di sicuro. Proprio la recente questione sollevata sulla raccolta e memorizzazioni dei dati legati al riconoscimento vocale, rappresenta di fatto un enorme archivio dati sul quale testare la tecnologia.

Se, come in questi casi, la finalità ufficiale è offrire uno strumento wearable utile al benessere, difficile ignorare il potenziale di nuovi dati personali utili a profilare gli utenti a scopi pubblicitari. Dati legati alle emozioni, quindi preziosi come pochi altri.

Già diverse decine di anni fa inoltre, lo stesso principio era stato applicato ai primi sistemi di colloquio virtuale. Alla fine del secolo scorso, comunicando via testo con l’utente, i software erano già in grado di orientare la conversazione in base allo stato emotivo. Non di rado, gli utenti di allora invitati alla sperimentazione, spesso chiedevano ai tecnici di essere lasciati soli per proseguire una chiacchierata entrata molto sul personale.

Pubblicato il: 4 Giugno 2019

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