Alla vista di Solos lo smartglasses punta dritto al traguardo






Realtà aumentata su misura per l’atleta da strada e il ciclista in particolare, con grande attenzione all’aerodinamica, al peso e alla comunicazione

Il mondo sportivo, con al momento quello del ciclismo in particolare, si sta affermando quale destinatario principale delle attenzioni da parte dei produttori di smartglasses. Al di fuori degli ambiti professionali, sembra infatti questo quello dove raccogliere i maggiori e più immediati consensi.

A proposte ormai affermate come gli Everysight Raptor o Vuzix, si affianca una un altro pretendente, più orientato alla pratica professionistica. L’idea Solos è prima di tutto un modello di smartglasses al servizio del ciclista durante gare e allenamenti, per migliorare le prestazioni e non perdere la concentrazione.

Occhio al risultato

Per questo, la prima attenzione è stata non stravolgere il modello di riferimento. I Solos infatti si differenziano da un comune paio di occhiali tecnici soprattutto per una piccola estensione montata sopra la lente destra, seguendo lo schema originario degli smartglasses.

Forse meno efficace dal punto di vista estetico rispetto alla compattezza dei modelli con tutto integrato nella montatura, riescono però a contenere l’aumento di spessore nelle stanghette, sede naturale di buona parte dell’elettronica a supporto. Da valutare invece, il potenziale impatto degli agenti atmosferici.

Dal punto di vista estetico, il risultato è in effetti interessante. La differenza si nota certamente rispetto a occhiali tradizionali. La distribuzione dei componenti però rende l’insieme equilibrato e in grado di integrarsi senza problemi con qualsiasi modello di casco, compresi quelli da pista. Aspetto non trascurabile, quando ogni elemento aerodinamico può influenzare un risultato.

Cuore di Solos è però naturalmente il display. Il sistema proprietario Vista sviluppato in collaborazione con Kopin, offre una visuale in realtà aumentata paragonabile a uno schermo da 5”, praticamente uno smartphone standard. Aspetto distintivo, il visore è a colori e fruibile anche per le notifiche.

Non è prevista alcuna componente video per riprese o fotografie dalla visuale degli smartglasses. Attenzione particolare però, alla sezione audio. Gli speaker infatti possono contare su una tecnologia in grado di filtrare i rumori di fondo. L’idea è permettere ai tecnici di comunicare senza margine di errore con gli atleti in gara e dialogare altrettanto chiaramente sfruttando un doppio microfono digitale integrato, fruibile anche per comandi vocali.  

Analisi da competizione

Altro punto di forza secondo Solos, il software. Anche l’app infatti, è stata impostata su base competitiva. La compatibilità Bluetooth e ANT+ garantisce infatti la compatibilità con i sensori usati nel ciclismo. Poter così ricavare, condividere e analizzare valori fondamentali in allenamento e in gara, come distanza. velocità, frequenza cardiaca, cadenza. L’accesso alle mappe e al GPS avviene via Strava.

Il risultato è comunque interessante. Il tutto è racchiuso in 65 grammi di peso, mentre ci si potrebbe aspettare qualcosa di più dalle batterie al litio. Negli eventi più impegnativi, le sei ore di autonomia dichiarata in alcuni casi potrebbero rivelarsi insufficienti. Nessuna indecisione invece, sul prezzo di 499 dollari. Pur contando l’assenza di sezione video e memoria integrata, una sfida decisamente interessante nel settore.

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