Il ritmo Inspire HR indica il tempo giusto per scoprire il mondo tracker

Funzionalità non scontate per il nuovo modello Fitbit di base, pronto ad attirare nuovi utenti verso il mondo wearable. Da sviluppare meglio l’interfaccia

Nell’importante rinnovo di gamma di questa primavera, per Fitbit Inspire HR rappresenta il punto di ingresso ideale nel mondo tracker e smartwatch. A conti fatti, ancora più della versione base Inspire, alla quale spetta soprattutto il compito di attirare l’attenzione con un prezzo di 69,99 euro.

Difficile infatti pensare di voler guardare al mondo werabale rinunciando per trenta euro alla funzione che forse meglio di ogni altra rappresentai dispositivi smart da polso, il rilevamento della frequenza cardiaca. Il semplice orologio con contapassi, questo in sostanza è Inspire rischia infatti di rilevarsi presto insufficiente anche alle ambizioni più contenute.

Il tracker giusto al prezzo giusto

Spazio allora a Inspire HR, per 99,99 euro pronto a restare a lungo al polso di nuovi adepti ma anche di chi va alla ricerca di qualcosa di più senza volersi imbarcare in maggiori investimenti e senza volersi cimentare con la complessità degli smartwatch più evoluti.

Il trackband Fitbit destinato a superare Alta HR si presenta in effetti decisamente bene. Ingombro ridotto ed estremamente leggero, lo rendono facilmente un dispositivo da indossare e tenerlo a lungo, apprezzando potenzialità superiori alla media.

O meglio, un arricchimento delle funzionalità utile per Fitbit a giustificare il fisiologico calo dei prezzi di mercato compensandolo in parte con nuove opzioni ereditate dagli smartwatch. A conti fatti, probabilmente la via migliore per contrastare politiche di prezzo aggressive come quella Xiaomi senza dover scendere a un confronto diretto. Dall’esito incerto e con l’effetto collaterale non trascurabile di compromettere la propria immagine.

Perché Fitbit punta forte, con risultati già interessanti, anche sul concetto di community. Passando attraverso l’app, si accede infatti a molto più di un semplice dispositivo. Una proposta di stile di vita al passo con i tempi e orientata alla condivisione.

Più di un tracker, uno stile di vita

Inspire HR si inserisce a perfezione in questo scenario. I piccoli ritocchi sul display producono risultati evidenti. Dimensioni e luminosità aumentano la qualità complessiva del tracker. Il passaggio a schermo totalmente touch rende l’insieme anche più elegante. Ne risente tuttavia in parte l’interazione. Il rapporto tra dimensioni e sensibilità rende infatti a volte difficile eseguire la sequenza di operazioni desiderata, costringendo a ripeterla più volte. Un problema direttamente proporzionale alla  dimensione delle dita, almeno in parte comunque superabile con la pratica.

Se sul fronte estetico, si può comunque parlare di evoluzione, le novità sono da ricercare all’interno. Sulla falsariga della strategia avviata con Charge 3, il tracker secondo Fitbit è destinato a crescere arricchendosi di nuove funzionalità.

Lo smartwatch insegna

Nel caso specifico, un buon insieme. Al fianco delle più rappresentative per Fitibt, come analisi del sonno e funzione relax, si trovano così cronometro, timer e sveglia. Con qualche margine di miglioramento per quanto riguarda l’usabilità, un aspetto sul quale l’azienda ha ampiamente dimostrato di saper fare di meglio. Alcuni meccanismi di selezione e importazione appaiono fin troppo articolarti.

Estesa inoltre, la scelta tra i display disponibili, anche se qui mancano gli spazi di un ulteriore allargamento per combinare tutte le varie opzioni, ora, data, passi, distanza, calorie e frequenza cardiaca.

Lo stimolo principale per guardare a un tracker resta però saldamente ancorato al movimento e allo sport. Come facile intuire, la scelta tra le discipline predefinite è nettamente inferiore a uno smartwatch. D’altra parte anche la destinazione d’uso è diversa, rivolta essenzialmente ai meno agguerriti. Per le attività di base, a partire da corsa, bicicletta e nuoto, tuttavia il supporto è già di quelli utili a tenere traccia della propria attività. Da sottolineare, l’apprezzabile sforzo per migliorare la resistenza all’acqua, arrivando a un vero e propri dispositivo praticamente subacqueo.

Per gli sport di movimento, naturalmente diventa indispensabile la connessione allo smartphone, così da sfruttarne il GPS e registrare anche il percorso oltre ai parametri. Quanto serve. per ricavare l’insieme di informazioni utili a valutare la propria fatica. Sempre nel pieno rispetto della filosofia Fitbit, anche a ricevere i relativi riconoscimenti. Per quanto rigorosamente virtuali, resta comunque un modo originale di stimolare l’attività fisica.

Il prezzo paga

Un insieme a tutti gli effetti da considerare ben riuscito. Qualità, funzioni e prezzo si bilanciano in modo sufficiente da rendere Inspire HR un tracker con buone potenzialità. Trattandosi di un prodotto destinato soprattutto alla prima esperienza con il mondo wearable, l’impresa maggiore sarà convincere gli utenti a non cedere alla tentazione di offerte più invitanti. Finora, Fitbit rientra tra chi ha dimostrato di sapersela cavare al meglio. Ora però, i pretendenti aumentano e la sfida si presenta ancora tutta da giocare. L’impressione complessiva è comunque di una scelta quanto meno da valutare con attenzione.

Pubblicato il: 2 Aprile 2019

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